Btp, Carmignac cerca valore fino a 10 anni, monitora volatilità
* Rischio duration esteso a Btp 10 anni tra fine 2012-inizio 2013
* Recente correzione Btp frutto di "rumore" politico
* Volatilità resterà in agguato, soprattutto in sem1
MILANO, 7 febbraio (Reuters) - Se si guarda al panorama dei mercati mondiali del reddito fisso "ci sono molti pochi posti dove si può investire". I tassi di interesse sono ovunque così risicati che gli investitori inevitabilmente inizieranno a mostrarsi più tolleranti verso la volatilità e verso il rischio: saranno dunque più propensi a cercare valore sulle scadenze più lunghe della curva italiana.
Ne è convinto Carlos Galvis, gestore del fondo Carmignac Securité (6 miliardi di patrimonio) che ha un'esposizione del 10% al debito italiano (del 24% ai perferici nel loro complesso) e che, tra fine 2012 e inizio 2013, ha allungato il rischio di duration sui Btp a 10 anni.
Per Galvis la correzione dei governativi italiani delle ultime due settimane si deve a un transitorio "rumore" di natura politica ed è frutto dell'attività speculativa di fondi hedge, non di investitori istituzionali.
"Non riteniamo che questo rappresenti un cambiamento di rilievo alla nostra visione positiva e costruttiva di come la situazione si sta evolvendo in Europa, dove una istituzione credibile come la Bce può intervenire in caso di necessità", ha detto a Reuters Galvis, indicando nella forza dell'euro la riprova che i rischi di disgregazione del passato sono alle spalle. "Gli spread si sono compressi molto e in questo mercato, dove i tassi resteranno piuttosto bassi per qualche tempo, ci aspettiamo che la reazione degli investitori sia quella di risalire la curva (italiana) e che la curva dunque si appiattisca".
Un movimento a cui contribuiranno gli investitori statunitensi ma soprattutto giapponesi, costretti dal crescente deprezzamento dello yen a cercare rendimento fuori dai confini domestici.
Ma la strada per i Btp si preannuncia tutt'altro che in discesa, soprattutto nella prima metà del 2013: la volatilità e le prese di beneficio, secondo Galvis, saranno in agguato ad ogni asta. Senza contare che bisognerà vedere se le maggioranze uscite dalle elezioni politiche di fine mese metteranno Camera e Senato in condizione di funzionare. Continua...

