PORTAFOGLI - Btp, tentazione scadenze oltre 5 anni, freno volatilità

martedì 28 febbraio 2012 09:49
 

* In alcuni casi attive strategie "barbell" con posizioni su brevi e lunghi

* Alcuni optano per corporate bond piuttosto che allungare scadenze Btp

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - Dopo la rapida erosione dei rendimenti sulla parte breve della curva italiana dei Btp, non sono pochi i gestori che si sono fatti tentare dai ritorni più ricchi offerti dalla scadenze medio-lunghe, aspettando la seconda maxi iniezione di fondi Bce a tre anni.

E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio di asset allocation condotto da Reuters questo mese fra le principali società di investimento della Penisola: sei dei quattordici partecipanti hanno infatti dichiarato esplicitamente di aver allungato le scadenze dei Btp in portafoglio dai cinque anni in avanti. Chi non lo ha fatto (quattro gestori) teme soprattutto un ritorno della volatilità sui mercati obbligazionari, mentre i restanti hanno posizioni diverse sul tema.

"Verso fine gennaio, nel momento in cui c'erano le prime intese sul trattato Ue, abbiamo iniziato a vendere sul breve comprando dai 3 fino ai 7 anni", ha detto Nicola Trivelli, direttore generale Sella Gestioni SGR.

In particolare, la Sgr ha spostato gli acquisti sul tratto 5-7 anni nelle ultime settimane.

"La pendenza è diventata maggiore tra 5 e 7 anni e qui lo spread con la Germania è ancora interessante", ha aggiunto Trivelli. Il manager si mostra, tuttavia, cauto verso un ulteriore allungamento della duration. "La parte lunga della curva italiana è ancora poco liquida quindi c'è il rischio che in giornate di incertezza - per problematiche interne o a livello di cammino europeo - ci sia un'elevata volatilità su queste scadenze", ha spiegato.

Per il tratto oltre i cinque anni c'è poi chi cita un migliore "trade-off tra rischio e rendimento" e chi, come lo strategy team di Amundi Sgr, si è limitato questo mese ad aumentare genericamente l'esposizione al debito della Periferia.

I rendimenti triennali sono scesi al 3,2% circa dal 6,4% dell'8 dicembre quando la Banca centrale europea ha annunciato che avrebbe assegnato fondi a tre anni per un importo illimitato e tasso dell'1% in due operazioni di rifinanziamento ultralunghe. Le banche dell'Eurozona hanno chiesto 489 miliardi di euro in occasione della prima asta il 21 di dicembre e, secondo un sondaggio Reuters, dovrebbero attingerne altrettanti nell'operazione di domani 29 febbraio.   Continua...