Borse Asia pacifico in recupero da recenti cali, ma guadagni limitati
TOKYO (Reuters) - Seduta in lieve recupero per le borse dell'area Asia-Pacifico grazie al ridimensionamento dei timori sulla fine, prima delle attese, della polica monetaria ultra accomodante della Fed Usa. Tuttavia, dati non troppo confortanti da Washington e Bruxelles contribuiscono a limitare i guadagni dell'azionario, constringendo alcuni listini a rimanere in territorio negativo.
"E' improbabile che la Banca centrale inizi ad abbandonare il programma di quantitative easing, almeno finché l'economia Usa non avrà cominciato a crescere con ritmo più sostenuto di quello attuale", sostiene Ric Spooner, analista di CMC Global Markets.
Intorno alle 8,45 italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico avanza dello 0,21%. Il Nikkei, non compreso nel paniere, ha chiuso in rialzo dello 0,68%.
Gli indici della Cina rimangono deboli, con HONG KONG che cede lo 0,55%; fa peggio dell'indice Prada che lascia sul campo tre abbondanti punti percentuali.
SHANGHAI chiude in calo di mezzo punto percentuale e termina la settimana con un ribasso del 4,9%, il più pesante da maggio 2011.
Negativa anche TAIIWAN, che si allinea al mood delle piazze cinesi. Tra i peggiori performer del listino, il produttore di smartphone HTC e quello di chip TSMC.
SEUL archivia gli scambi in territorio positivo, dopo una seduta volatile influenzata dai movimenti dello yen. Si attestano tuttavia in calo i titoli tecnologici, con la bluechip Samsung Electronics che cede l'1,3% per effetto dei realizzi,
In ripresa l'azionario australiano, con SIDNEY che chiude bene spinta dai titoli finanziari, galvanizzati a loro volta dalle dichiarazioni della Banca centrale che hanno compensato i timori sulla crescita economica in Usa e nell'Eurozona.
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