Appello Ifil-Exor, Gabetti e Stevens respingono accuse in aula

giovedì 21 febbraio 2013 10:17
 

TORINO (Reuters) - Al processo di appello su Ifil-Exor per aggiotaggio informativo, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens hanno respinto oggi le accuse rendendo dichiarazioni spontanee in aula nell'ultima udienza del procedimento.

Riferendosi alla nota diffusa da Ifil il 24 agosto del 2005, al centro del procedimento, Gabetti ha detto che mai avrebbe pensato che "il comunicato, così come formulato, potesse far sorgere il pericolo di sensibili alterazioni del prezzo dei titoli Fiat e, a maggior ragione, non sono stato mosso da alcuna intenzione di influire in modo fuorviante sull'andamento del prezzo dei titoli, né sono stato sfiorato in alcun modo dal dubbio che un tale evento potesse verificarsi".

"[...] Non pensai neppure lontanamente che il comunicato non fosse corretto ed esaustivo", ha aggiunto Gabetti.

Al centro del processo di secondo grado c'è la nota che Ifil diffuse su richiesta della Consob il 24 agosto del 2005 e in cui la società diceva di non avere informazioni utili a spiegare l'andamento del titolo di Fiat che durante l'estate aveva visto forti rialzi in borsa.

Anche l'altro imputato nel processo, Grande Stevens, ha detto oggi, sempre rendendo dichiarazioni spontanee, di essere "mortificato di essere in quest'aula come imputato dopo 60 anni di professione. La mia è sempre stata un'attività professionale di avvocato".

"Non sono mai stato amministratore con poteri esecutivi né ho mai avuto deleghe operative. Ho sempre svolto solo il ruolo di avvocato e i pareri che ho espresso sono sempre stati giudizi professionali", ha aggiunto.

Ora i giudici si sono ritirati in camera di consiglio e la sentenza è attesa per oggi.

In primo grado a fine 2011, Gabetti e Grande Stevens, insieme a Virgilio Marrone, erano stati assolti dall'accusa di aggiotaggio relativa all'equity swap.

Nel giugno scorso, però, la Cassazione ha annullato la sentenza solo per Gabetti e Grande Stevens e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello di Torino, davanti alla quale sono imputate come persone giuridiche anche Ifil Investment-Exor e l'accomandita Giovanni Agnelli Sapaz.

Sul procedimento incombe la prescrizione, i cui termini scadono entro la fine di febbraio. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia