Borsa Milano chiude in calo, volumi sottili su incertezza elezioni

lunedì 18 febbraio 2013 18:05
 

MILANO (Reuters) - Giornata sottotono a Piazza Affari che chiude in calo con volumi sottili, leggermente peggiore delle altre borse europee. I trader riscontrano una sostanziale assenza degli investitori dal mercato per le incertezze sull'esito delle imminenti elezioni politiche e la chiusura degli indici di Wall Street.

Gli operatori concordano nell'affermare che tutta la settimana avrà un'impronta molto tecnica, in vista dell'appuntamento elettorale.

"Pochi volumi e poca volatilità nella seduta odierna. L'America chiusa e il sentiment di attesa per gli esiti elettorali frenano gli scambi sia in vendita sia in acquisto" commenta un trader.

I possibili scenari post-voto sono oggi disegnati da diversi broker, che prospettano in maniera unanime l'eventualità dell'insediamento di un governo debole, sostenuto da una coalizione tra Pd e lista Monti.

Nello specifico, se Credit Suisse sottolinea che le molte incognite rendono le elezioni "un evento dai rischi significativi", Mediobanca Securities ipotizza che uno scenario instabile, con rimonta del Pdl, successo del Movimento 5 stelle e una conseguente impennata dello spread, fornirebbe all'Italia la scusa per ricorre al programma Omt della Bce, mettendo la Germania all'angolo alla vigilia della tornata elettorale domestica. Morgan Stanley ricorda invece che storicamente le elezioni in Italia si traducono spesso in un balzo dei tassi d'interesse e in una flessione dei mercati azionari.

L'indice FTSE Mib archivia la seduta in calo dello 0,51%, in linea con l'Allshare. Volumi scambiati per un controvalore di 1,2 miliardi di euro. Il benchmark europeo FTSEurofirst perde lo 0,14%.

* Bancari misti, con POP MILANO (+3,26%) che vede un'altra seduta brillante sulle prospettive di trasformazione in Spa. "E' uno dei pochi veri temi sul piatto. L'ipotesi che la Milano diventi un laboratorio per trasformare in Spa le banche popolari piace molto" dice un trader. Positive anche BANCO POPOLARE (+1,29%) e MEDIOBANCA (+1,21%).

Sul fronte opposto, tra le peggiori del comparto UNICREDIT (-1,72%), POP EMILIA (-1,78%) ed MPS (-1,61%).

* Dopo il rimbalzo della mattinata, FINMECCANICA ridimensiona i guadagni, chiudendo comunque in territorio positivo. Nel fine settimana il Sole ha scritto di un'offerta vincolante da 1,3 miliardi giunta da Siemens per Ansaldo Energia; tuttavia il neo AD Alessandro Pansa mira a rinviare il capitolo cessioni a dopo l'insediamento del nuovo governo. "La notizia non è buona ma è già stata parzialmente scontata dal mercato" commenta Banca Akros.   Continua...

 
Un trader. REUTERS/Brendan McDermid