Saipem-Algeria, Tullio Orsi parlò di incontro Scaroni-Bedjaoui

giovedì 14 febbraio 2013 18:02
 

MILANO (Reuters) - E' stato Tullio Orsi, all'epoca dei fatti manager di Saipem in Algeria, a parlare ai magistrati del presunto incontro di Parigi tra l'AD di Eni Paolo Scaroni e il titolare di una società di intermediazione di Hong Kong, Farid Noureddine Bedjaoui, per ottenere commesse per le società del gruppo.

Lo hanno riferito oggi due diverse fonti investigative.

Oltre a Scaroni e Bedjaoui, anche Orsi risulta indagato nell'inchiesta con l'ipotesi di reato di corruzione internazionale su presunte tangenti pagate da Saipem per ottenere contratti nel Paese nordafricano.

Nei giorni scorsi Eni ha sottolineato che la società e il suo AD sono totalmente estranei alle vicende contestate.

Al centro dell'inchiesta - che vede indagati anche l'ex-AD di Saipem Pietro Franco Tali oltre ai dirigenti o ex della società Pietro Varone, Alessandro Bernini, Antonio Vella e Nerio Capanna - ci sono i lavori del progetto Medgaz e di Mle ottenuti da Saipem con la società di stato algerina Sonatrach.

Secondo gli inquirenti, per ottenere i lavori pari a 11 miliardi di dollari, le due società avrebbero pagato tangenti da distribuire per circa 197 milioni di euro a una società di intermediazione di Hong Kong, la Pearl Partners Limited di Bedjaoui.

Già nei mesi scorsi, Saipem ha detto di ritenere che la propria attività sia stata svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
The logo di Eni-Saipem davanti alla sede di Roma, 8 febbraio 2013. REUTERS/Alessandro Bianchi