Ue, per Commissione nessuna novità su tempi riduzione deficit

giovedì 14 febbraio 2013 14:09
 

ROMA/BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea nega che la lettera del vice presidente Olli Rehn, diffusa ieri, apra a una reinterpretazione del patto di stabilità per concedere più tempo ai paesi in difficoltà per centrare gli obiettivi di taglio del deficit, data la congiuntura sfavorevole.

Nella missiva Rehn, che è anche commissario agli Affari economici, ricorda che la Commissione considera gli sforzi di risanamento dei vari Paesi sotto il profilo strutturale, ovvero al netto del ciclo, e spiega: "Se la crescita diminuisce, ad un Paese può venir concesso un tempo maggiore per correggere il deficit eccessivo, a condizione che possa dimostrare di aver portato avanti gli aggiustamenti strutturali richiesti".

Questo passaggio è stato letto come un allentamento delle maglie per il target del 3% del deficit rispetto al Pil, con particolare riferimento alla situazione di Parigi. Ieri, il premier francese Jean-Marc Ayrault ha infatti annunciato che il governo non riuscirà a ridurre il deficit al 3% entro il 2013, come richiesto dall'Unione.

"C'è stato un malinteso nell'interpretazione della lettera," ha detto oggi Simon O'Connor, portavoce del commissario Ue agli affari economi Olli Rehn, in riferimento ad una lettera inviata ieri da Rehn ai ministri delle finanze Ue, nella quale il commissario ricordava la possibilità di ottenere "più tempo" per i paesi laddove la situazione economica "peggiora inaspettatamente". Rehn cita gli esempi di Spagna, Portogallo e Grecia che hanno in effetti beneficiato di tempi più lunghi del previsto nel corso dell'ultimo anno.

"Nel paragrafo collegato all'interpretazione del patto di stabilità e crescita e alla procedura per deficit eccessivo, Rehn stava reiterando una posizione ben nota della Commissione, non stava facendo alcun nuovo annuncio," ha precisato oggi il portavoce durante il punto stampa della Commissione Ue a Bruxelles.

Nella stessa lettera, Rehn plaude all'azione del governo italiano notando che i mercati hanno ritenuto convincenti gli interventi di finanza pubblica, come mostra la caduta dei rendimenti che l'Italia deve pagare sulle sue emissioni dei titoli di Stato a dieci anni.

"I rendimenti dei titoli italiani a 10 anni che erano nel novembre del 2011 al 7,3% sono scesi sotto il 5% da marzo del 2012 perché i mercati credono alle scelte di bilancio fatte [dal governo]. Una caduta di 100 punti base nei rendimenti dei titoli pubblici consente un risparmio di 3 miliardi, solo nel primo anno", recita il testo inviato ai ministri finanziari europei e ad altre autorità, fra cui il presidente della Bce Mario Draghi, per fare il punto sull'ultima riunione dell'Ecofin. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il commissario europeo all'Economia e agli Affari monetari, Olli Rehn, accanto al ministro spagnolo dell'Economia Luis de Guindos il 28 gennaio scorso a Madrid. REUTERS/Juan Medina