Btp in rialzo malgrado attesa aste, alla vigilia bene anche Btp 2040

martedì 12 febbraio 2013 18:27
 

MILANO (Reuters) - Il secondario italiano chiude in rialzo una seduta caratterizzata dall'asta Bot e dall'attesa dei collocamenti di domani sul tratto medio e lungo, fino ai 30 anni. C'è un ritorno di appetito di rischio, secondo gli operatori del settore, che corregge il movimento di pesantezza delle ultime sedute che hanno risentito anche del clima elettorale.

"Il mercato è euforico nonostante le aste di domani, e non ci sono notizie particolari a supporto del secondario. Credo si tratti semplicemente di un ritorno alla caccia di profitto, dopo che i rendimenti sono saliti e lo spread è tornato a 300 punti base" dice Alessandro Giansanti di Ing. "Gli investitori ritornano sul mercato dopo aver venduto"

Il settembre 2040, domani in asta per la prima volta da maggio 2011, chiude in rialzo di oltre un punto pieno con il rendimento in calo al 5,15%.

Lo spread decennale contro bund è tornato sotto 290 pb con un forte movimento al ribasso in parallelo a quello del differenziale Spagna/Germania.

Oltre al trentennale, vengono domani posti in asta il Ccteu giugno 2017, e i Btp dicembre 2015 e marzo 2026. Per un ammontare complessivo dei quattro titoli compreso fra i 4,5 e i 6,75 miliardi di euro.

"Vediamo un rialzo di tutta la curva, anche dei titoli in asta domani. Inoltre credo che il recente irripidimento della curva potrebbe favorire i lunghissimi, più appetibili per chi è a caccia di rendimenti" dice ancora Giansanti.

A ridosso della chiusura, il titolo con vita residua 13 anni marzo 2026 vede un rialzo di 95 punti base con un tasso a 4,670% da una chiusura di ieri a 4,770%.

Anche il CCTeu giugno 2017, offerto domani per un ammontare compreso fra 1 e 1,5 mld, mostra un rialzo del prezzo (+0,271).

Ed è stata una buona premessa alle aste di domani la seduta di oggi, con il collocamento di tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi offerti, al rendimento dell'1,064%, in rialzo rispetto allo 0,864% dell'asta di metà gennaio, ma ben sotto l'1,456% di metà dicembre. Il bid-to-cover è sceso a 1,382 dal precedente 1,785.

Attiva sul secondario è stata anche la Spagna, che ha collocato 5,57 miliardi di euro di titoli a 6 e 12 mesi.

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