Btp in rialzo, spread sotto 290, asta Bot ben accolta, sale tasso

martedì 12 febbraio 2013 13:10
 

MILANO (Reuters) - Il secondario italiano appare in rialzo per via di riacquisti che i trader definiscono di ricoperture dopo le vendite di ieri, sebbene in vista delle consistenti emissioni di domani. Le aste a breve di Italia e Spagna [ID:nL5N0BC58C] sono state ben accolte e in parallelo gli spread a lungo contro Germania sono nettamente calati.

"Gli investitori sono corti, e quindi stanno andando a ricoprirsi con le aste, ma anche sul secondario" dice un trader di un istituto italiano.

Il Tesoro italiano ha collocato oggi in asta tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi offerti, al rendimento dell'1,064%, in rialzo rispetto allo 0,864% dell'asta di metà gennaio, ma ben sotto l'1,456% di metà dicembre. Il bid-to-cover è sceso a 1,382 dal precedente 1,785.

"Il tasso è risultato in linea alle attese, sopra l'1%. Si tratta del valore più alto da poco, cioè da dicembre scorso, ma è comunque un rendimento che rende 'appealing' il comparto per alcuni investitori, vedo un possibile ritorno sui Bot da scadenze più lunghe" dice Chiara Cremonesi di Unicredit.

"L'asta è andata bene, anche se man mano che si va verso le elezioni potrebbe esserci qualche tensione in più sul mercato, che potrebbe a sua volta portare a bid-to-cover in ribasso nelle prossime aste, ma per ora tutto mi pare sotto controllo" secondo Alessandro Tentori di Citigroup.

PESO DEL VOTO SUL MERCATO, ATTESA ASTE DOMANI

Il tema elettorale pesa quindi sui titoli italiani e secondo gli analisti questa tendenza durerà fino al voto, mentre sul brevissimo termine il mercato è dominato dall'attesa delle aste di domani.

"Il risultato dell'asta di questa mattina mostra la crescente ambivalenza degli investitori nei confronti della carta italiana. Sebbene i rendimenti siano leggermente saliti rispetto all'analoga asta del mese scorso e la domanda sia stata fiacca, non c'è alcuna indicazione che la fiducia si stia deteriorando significativamente" osserva in una nota Nicholas Spiro, direttore di Spiro Sovereign Strategy a Londra.

Tuttavia, secondo Spiro, l'ingresso di Monti in campagna elettorale ha trasformato il voto in una sorta di referendum sul programma economico dello stesso premier uscente. Non solo l'elezione produrrà quasi certamente un parlamento frammentato, ma la possibilità di un governo stabile diminuisce di giorno in giorno.   Continua...