Mps, fonte Boi: non spettava a Draghi avviare procedura sanzionatoria

lunedì 4 febbraio 2013 17:26
 

ROMA (Reuters) - Mario Draghi non è responsabile per i tempi lunghi della Vigilanza della Banca d'Italia sulla cattiva gestione finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena, ha detto a Reuters un alto dirigente di via Nazionale.

Lo scandalo sui derivati del Monte dei Paschi risale a quando governatore della Banca d'Italia era Draghi (2006-2011), attuale presidente della Banca centrale europea.

Draghi è stato accusato di non essere stato sufficientemente veloce nel comminare le sanzioni contro i manager della terza banca italiana nonostante gli ispettori di via Nazionale avessero già individuato i contratti strutturati al centro dello scandalo in una ispezione al Monte effettuata nel 2010.

Le critiche sono arrivate da vecchi avversari politici di Draghi come l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti ma anche da esperti del mondo bancario e regolatorio.

L'alto funzionario della Banca d'Italia osserva che la decisione sull'avvio di una procedura sanzionatoria, che si traduce in una censura pubblica e una sanzione, non dipende dal governatore della Banca d'Italia ma dagli ispettori e da una serie di sotto comitati.

Solo dopo l'avvio della procedura vengono informati il governatore e gli altri membri del direttorio.

"Gli ispettori sono le uniche persone che possono iniziare una procedura sanzionatoria. Di conseguenza, se nel corso delle loro ispezioni non trovano nulla è impossibile per qualcun altro avviare la procedura", ha detto la fonte che ha chiesto di non essere citata.

"Noi chiediamo allo staff di non subire alcun tipo di influenza da parte del direttorio. I casi devono essere presentati per quello che sono. Se viene decisa una sanzione, gli ispettori illustrano il dossier al direttorio e il board decide sulla effettiva applicazione della sanzione.

Nell'estate del 2010 gli ispettori della Banca d'Italia hanno individuato due contratti derivati poco trasparenti che potrebbero costare oggi a Mps 720 milioni di euro e che sono al centro di una indagine per frode, ma non proposero l'avvio di alcuna procedura sanzionatoria.   Continua...