Borsa Milano crolla del 4,5% su incertezze politica, pesanti le banche

lunedì 4 febbraio 2013 18:02
 

MILANO (Reuters) - Seduta nera a Piazza Affari, che crolla in chiusura zavorrata dalle forti perdite dei bancari, con gli investitori che monetizzano senza sosta i guadagni di inizio anno in vista delle elezioni politiche del 24-25 febbraio.

"Il clima politico in Italia si fa incandescente a tre settimane dal voto e il calo messo a segno da Piazza Affari ne è una testimonianza" commenta Vincenzo Longo, strategist di IG.

Dalle sale operative, i trader segnalano un ritorno dei timori sui periferici, che contagia tutti i mercati europei e che in Italia si traduce in un tonfo dell'azionario e dei Btp e in una salita dello spread tra titoli italiani e Bund tedeschi in area 287 punti base. Intanto non sembrano giungere segnali positivi dal quadro macro.

"Più ci avviciniamo alle elezioni politiche, più la pressione diventa forte. Non aiutano le dichiarazioni di Silvio Berlusconi del week end: è ormai chiaro che i mercati vedono l'eventualità di un ritorno dell'ex premier come un elemento di instabilità totale", commenta un trader.

Milano e Madrid (-3,77%) registrano le perdite maggiori in Europa dopo il rally che le aveva viste protagoniste nelle prime settimane del 2013. In Spagna, riferiscono gli operatori, la flessione borsistica giunge in scia allo scandalo tangenti che ha travolto il partito del premier Mariano Rajoy.

All'incertezza politica e alle prese di profitto, si sono aggiunte nel pomeriggio le preoccupazioni generate dai deludenti risultati di Commerzbank (-5,78%), negative per il settore bancario e più in generale per tutto l'azionario europeo.

Il FTSE Mib chiude con uno scivolone del 4,5%, l'Allshare cede il 3,78%, mentre l'indice benchmark europeo FTSEurofirst è in ribasso dell'1,64%. Volumi scambiati sulla piazza milanese per un controvalore di circa 3 miliardi di euro.

* Crollo verticale per i bancari, zavorrati dalle prese di profitto aggravate dai conti di Commerzbank. Maglia nera del comparto è UNICREDIT (-8,29%), che ha visto anche un taglio del giudizio a 'neutral' da 'buy' da parte di Ubs. Seguono a ruota BANCO POPOLARE (-6,89%), POP MILANO (-6,55%), MEDIOBANCA (-5,84%) e INTESA SAN PAOLO (-5,35%).

MPS, al centro dello scandalo sui derivati e delle cronache dei quotidiani, cede il 4,83%. I fondi Odey Asset Management hanno leggermente incrementato lo scoperto sul titolo secondo gli ultimi dati Consob.   Continua...

 
Operatori di borsa. REUTERS/Brendan McDermid