Italia, contrazione manifattura rallenta a gennaio

venerdì 1 febbraio 2013 09:53
 

ROMA (Reuters) - L'attività manifatturiera italiana a gennaio ha segnato una contrazione per il diciottesimo mese consecutivo, ma al ritmo più lento da marzo grazie a un calo meno forte della produzione.

I dati sembrano indicare che la terza economia della zona euro è ancora intrappolata nella recessione iniziata a metà dell'anno scorso, ma che la fase peggiore della crisi potrebbe essere alle spalle.

L'indice Pmi manifatturiero a cura di Markit/Adaci a gennaio è salito per il secondo mese consecutivo portandosi a 47,8 da 46,7 di dicembre, restando comunque sotto la soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione.

Un sondaggio condotto da Reuters con 13 analisti aveva previsto una lettura di 47,4, con un range di stime tra 47,0 e 48,2.

Ancora in contrazione - per il sedicesimo mese consecutivo - anche la componente produzione, che tuttavia ha rallentato il passo della discesa portandosi a 49,1 da 46,0, il risultato migliore degli ultimi dieci mesi.

Ha invece mostrato un'accelerazione il ritmo dei tagli occupazionali, con le imprese che citano la scarsità di nuovi ordini come motivo dei licenziamenti.

Il tasso di disoccupazione in Italia a novembre si è attestato all'11,1%, il massimo da quando è iniziata la serie storica nel 2004. La disoccupazione giovanile è balzata a un nuovo record sopra il 37%, secondo i dati Istat.

I prezzi pagati dalle imprese manifatturiere sono cresciuti per il quinto mese di fila, anche se il tasso di inflazione è stato il più debole da settembre, emerge dall'indagine Markit.

I prezzi applicati dalle aziende sono saliti a loro volta per il terzo mese consecutivo per la tendenza delle imprese a trasferire i costi più alti ai clienti.

(Catherine Hornby)

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