Saipem crolla in Borsa dopo profit warning ieri, Consob accende un faro

mercoledì 30 gennaio 2013 15:29
 

di Giancarlo Navach

MILANO (Reuters) - Saipem è in caduta libera a Piazza Affari, giù anche la controllante Eni. I mercati stanno reagendo male al profit warning, annunciato ieri sera a sorpresa dal nuovo management di Saipem sugli utili 2012 e 2013. Gli analisti parlano di revisioni "shock" e diversi broker hanno abbassato i prezzi obiettivo sul titolo, alla luce della nuove stime.

Intanto Consob ha avviato un accertamento sul collocamento di un grosso pacchetto di titoli della società di ingegneristica dell'Eni lunedì sera, solo ventiquattro ore prima dell'annuncio della revisione delle stime.

Intorno alle 13,20 Saipem perde il 32,45% a 20,51 euro, dopo avere raggiunto un minimo intraday a 18,61 euro. Ieri il titolo aveva chiuso a 30,45 euro. Molto sostenuti i volumi, pari a 16 volte la media giornaliera, l'8% del capitale. Le vendite su Saipem trascinano giù anche Eni che cede il 4,61% a 18,41 euro. Stamani il Cfo di Eni, Massimo Mondazzi, ha detto in una dichiarazione che "l'impatto per gli azionisti Eni di quanto comunicato ieri da Saipem sarà nel 2013 di circa 200 milioni di euro, circa il 3% dell'ultimo utile annuale pubblicato da Eni".

Molto duri i commenti che si leggono sui numerosi report apparsi oggi: "Questa profonda revisione delle attese, legata anche in parte a un rinnovato e conservativo approccio del nuovo management, ha colto di sorpresa il mercato", sottolinea Icbpi. Che aggiunge: "Le indicazioni sulla profittabilità per il 2013 sono meno della metà delle attese di consensus. Alla luce delle nuove indicazioni, poniamo stime, raccomandazione e target price under review. Nonostante la società sia confident in una ripresa della crescita dei margini già nel 2014, non pensiamo che gli investitori torneranno a considerare Saipem un investimento sicuro nel breve-medio periodo".

Mediobanca - che già in un report dello scorso 15 gennaio evidenziava una situazione di "limbo" per il gruppo dopo l'avvio dell'indagine da parte della Procura di Milano su alcuni contratti in Algeria - ha ridotto l'obiettivo di capitalizzazione del gruppo a 8,4 miliardi o 19 euro per azione dal precedente target di 29,7 euro. Secondo il report, "oltre al trend shock sulla redditività vediamo rischi sulla reputazione e per gli investitori".

Banca Akros - in uno studio dal titolo "Profit earning, vi ricordate di Pearl Harbor?" -, sottolinea che "si tratta di una revisione imponente delle nostre stime e del consensus inattesa e non prevedibile di questa grandezza. Di conseguenza abbiamo rivisto le nostre stime e il target price da 35 euro a 20 euro per azione".

Fra i broker internazionali, Credit Suisse ha portato il prezzo obiettivo a 20 da 35 euro, Deutesche Bank a 21 da 35 euro.

Le nuove stime fornite ieri dai vertici di Saipem, sotto la guida del nuovo AD Umberto Vergine, indicano per il 2012 un Ebit intorno a 1,5 miliardi di euro, in calo di circa il 6% rispetto alle precedenti stime e un utile netto di circa 900 milioni. Per il 2013, oggi Saipem prevede ricavi di circa 13,5 miliardi di euro, un Ebit complessivo di circa 750 milioni di euro, un utile netto di circa 450 milioni di euro, nonché un livello di investimenti per circa 0,9-1 miliardo di euro. Un miglioramento è invece atteso per il 2014 e negli anni successivi.   Continua...