Mps, Daffina (Rothschild): in 2007 banche più care, non solo Antonveneta

lunedì 28 gennaio 2013 08:52
 

MILANO (Reuters) - Rispetto al 2007 le valutazioni delle banche sono scese anche del 70-80% quindi non si può dire che soltanto il prezzo pagato da Monte Paschi per l'acquisto di Antonveneta sia stato elevato.

Lo dice Alessandro Daffina, responsabile per l'Italia di Rothschild che agì da raccordo tra Santander e Monte Paschi nella compravendita di Antonveneta, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Rispetto al 2007 le valutazioni delle banche sono scese anche del 70-80%. Questo vale per la stragrande maggioranza delle banche europee. Non si può dire che solo Antonveneta era cara, era un mondo totalmente diverso e confrontarlo con quello attuale non ha senso", spiega Daffina ribadendo di non aver avuto alcun ruolo né nell'emissione dei Fresh, necessari a finanziare l'acquisto di Antonveneta né in altre operazioni, tipo equity, obbligazioni o derivati con Monte Paschi.

Nel 2007 nell'ambito della scalata ad Abn Amro, condotta con Royal Bank of Scotland e Fortis, Santander ha contattato Rothschild per trovare un acquirente per gli asset italiani, vale a dire Antonveneta e Interbanca.

"Furono interpellate BNP Paribas, Credit Agricole, UniCredit, UBI e Monte Paschi. Credo anche Deutsche Bank", racconta Daffina aggiungendo che dopo un primo sondaggio furono raccolte "risposte molto incoraggianti" da Monte Paschi e BNP Paribas.

Daffina nega di aver incontrato adviser di Monte Paschi e afferma di aver parlato direttamente con Madrid senza mai avere colloqui con Ettore Gotti Tedeschi, responsabile di Santander in Italia.

Il banchiere precisa inoltre che non ci furono pressioni per vendere a Siena e che il numero uno di Santander Emilio Botin preferì dare l'esclusiva a Monte Paschi senza attendere eventuali rilanci di BNP Paribas perché "temeva che cercare un miglioramento avrebbe ritardato la chiusura dell'operazione".

Daffina poi ricorda che Botin rivelò per la prima volta che "9 miliardi era il prezzo minimo al quale avrebbe venduto" nel giorno in cui si mise d'accordo con Giuseppe Mussari. "Credo che puntasse a 10 - racconta - di certo aveva interesse a incassare una forte plusvalenza per dimostrare la bontà della scalata ad Abn".

"E' anche vero che non poteva assegnare ad Antonveneta un valore inferiori ai 7,5 miliardi pagati da Abn Amro per l'Opa", conclude. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia