Mps più vicina a Monti bond, fronteggia scandalo derivati

venerdì 25 gennaio 2013 19:06
 

di Stefano Bernabei e Silvia Aloisi

SIENA (Reuters) - Banca Mps ha ottenuto da una affollata e rumorosa assemblea dei soci, dopo oltre sette ore, un'importante delega per aumenti di capitale che servono a garantire lo Stato per la concessione di 3,9 miliardi di Monti bond. Ma a tenere banco è stata soprattutto la vicenda di prodotti strutturati scoperti a novembre, il cui effettivo peso - probabilmente sopra 700 milioni - si saprà solo entro la prima decade di febbraio.

Tre operazioni strutturate - Santorini, Alexandria e Nota Italia -, fatte sotto la gestione Mussari e Vigni tra il 2006 e il 2009 e scoperte solo a ottobre, sono sotto esame dell'Ad Fabrizio Viola e segnalate alla Procura ma i dettagli rivelati negli ultimi giorni dalla stampa hanno generato allarme pesando sul titolo e sulla tranquillità dei clienti.

"Le notizie uscite su quotidiani ci hanno comportato tre giorni molto complicati, soprattutto per i colleghi che lavorano in filiale", ha detto Viola.

"Il problema è la preoccupazione dei clienti. Un tema che va affrontato e risolto nel modo migliore", ha aggiunto.

La questione di questi prodotti strutturati non mette comunque in discussione la solidità e la capacità della banca di funzionare, ha detto Viola.

L'Ad ha anche detto che "l'analisi è in corso di completamento e pensiamo entro la prima decade di febbraio di portare al cda elementi per la valutazione dell'impatto e come devono essere trattate contabilmente".

Nel corso della conferenza stampa dopo l'assemblea, Viola non ha confermato le cifre uscite, neppure i circa 720 milioni che lui stesso ha commentato in una intervista, spiegando che lì si riferiva al fatto che questi "non sono derivati ma pronti termine a lunghissimo termine, il che aiuta a capire il livello di rischio molto piu contenuto di queste operazioni".

Ma è proprio la complessità di queste operazioni a dettare prudenza all'Ad che ritiene di non scovare altri scheletri negli armadi, ma non può già scrivere la parola fine su questa vicenda.   Continua...

 
Il presidente di Mps, Alessandro Profumo, davanti alla sede della banca a Siena, 27 giugno 2012. REUTERS/Stefano Rellandini