Mps, perdite su operazioni strutturate circa 720 mln, titolo ancora giù

giovedì 24 gennaio 2013 10:40
 

MILANO (Reuters) - Le perdite attualizzate su operazioni strutturate attuate da Monte dei Paschi si aggirano intorno ai 720 milioni di euro.

Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Fabrizio Viola in un'intervista al quotidiano Il Messaggero, precisando che si tratta di perdite "di fatto già comprese nelle operazioni di risanamento in corso".

L'AD ha infatti ricordato che sono stati chiesti al Tesoro Monti-bond per ulteriori 500 milioni a novembre. Questa cifra, sommata alla perdita per 220 milioni da contabilizzare nel bilancio 2012, porta appunto all'ammontare ipotizzato di 720 milioni. I 500 milioni di novembre hanno fatto lievitare il totale delle richieste al Tesoro a 3,9 miliardi.

Ma, secondo una fonte vicina al dossier, "questa è una stima preliminare della perdita". La fonte ha spiegato che l'impatto finale sulla bottom line potrebbe essere diverso dal momento che vanno considerati aspetti fiscali.

Il titolo Mps in borsa stamani ha fatto prezzo in ritardo, avviando le contrattazioni in ribasso di oltre il 5%.

La terza banca del paese ieri ha detto che sta esaminando tre operazioni strutturate realizzate fra il 2006 e il 2009. Le analisi riguardano le operazioni "Alexandria", "Nota Italia" e "Santorini", che al momento hanno tutte redditività negativa. [ID:nL6N0ASG30] Tali operazioni la cui natura, secondo Banca d'Italia, è emersa "a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all'autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps" sono attualmente al vaglio sia di via Nazionale che dell'autorità giudiziaria.

In una nota ieri Mps ha precisato che nessuna delle operazioni è stata sottoposta all'approvazione del consiglio "in quanto ciascuna rientrava nei poteri delle strutture preposte alla gestione operativa". Nell'intervista di oggi Viola ha definito "anomale" le deleghe in capo allora alla direzione della banca che realizzò queste operazioni senza informare il cda, i revisori e gli organi di vigilanza.

"A mio avviso erano deleghe assolutamente anomale, ma così aveva stabilito il cda di allora", ha detto l'AD.

Parlando al Tg1 ieri il presidente Alessandro Profumo ha così commentato l'ipotesi di una azione di responsabilità contro i precedenti vertici: "Nella misura in cui ci saranno gli estremi per tutelare il valore patrimoniale della banca, certamente noi ci muoveremo".

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L'amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, in una foto del maggio 2012 nella sede della banca. REUTERS/Giampiero Sposito