Mps, su tavolo operazione derivati Nomura, possibili perdite 220 mln

martedì 22 gennaio 2013 18:12
 

MILANO (Reuters) - Fra le operazioni strutturate che Monte Paschi sta passando in rassegna c'è anche Alexandria, stipulata con Nomura nel 2009 e che potrebbe portare - come conferma una fonte vicina alla situazione - una perdita in bilancio di almeno 220 milioni di euro.

L'indiscrezione è de Il Fatto Quotidiano ma stamane due note separate, una del Monte Paschi e una di Nomura, hanno dato alcune informazioni sul derivato mentre il titolo senese in borsa accusa forti perdite.

Nomura in particolare ha comunicato che l'operazione "era stata rivista e approvata prima della sua esecuzione al massimo livello in Mps, incluso il cda e il presidente Mussari". In una successiva nota diffusa da Monte Paschi nel pomeriggio però si afferma che "non risulta" che l'operazione sia stata sottoposta all'approvazione del consiglio. ž

Secondo Monte Paschi, l'analisi su Alexandria è in fase di completamento e il dossier potrebbe essere presentato al cda della banca entro metà febbraio.

Nella seduta, prosegue la nota, il cda potrà adottare "ogni misura necessaria per assicurare, anche retrospettivamente, la corretta rappresentazione contabile delle operazioni in oggetto". Monte Paschi sembra aprire dunque alla possibilità di riscrivere i bilanci degli scorsi anni.

La banca senese ricorda inoltre che ha chiesto un incremento di 500 milioni dei Monti bond per poter coprire impatti patrimoniali di eventuali rettifiche di bilancio e dei costi di chiusura di alcune operazioni.

Il titolo intorno alle 16,30 perde il 5,17% a 0,279 euro con volumi pari a 1,9 volte la media mensile. Lo stoxx europeo di settore cede lo 0,66%.

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Nella nota diffusa da Nomura si legge che i revisori di Kpmg hanno rivisto l'operazione e l'istituto giapponese era fra le varie banche avvicinate per annullare il rischio delle posizioni detenute da Monte Paschi, acquistate in precedenza da Dresdner.   Continua...

 
La sede centrale del Monte dei Paschi a Siena in una foto del giugno 2012. REUTERS/Stefano Rellandini