Meno tasse e meno Stato in programma Pdl

lunedì 21 gennaio 2013 17:24
 

ROMA (Reuters) - "Chi vuole meno tasse vota Berlusconi. Chi vuole farsi massacrare da nuove tasse vota Bersani o Monti". Attorno a questo tweet, inviato dal quattro volte presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ruota il programma elettorale del centrodestra, fondato sulla tradizionale promessa di ridurre l'imposizione fiscale e specularmente la spesa pubblica.

MENO TASSE PER TUTTI, VIA IMU PRIMA CASA E IRAP

Il mantra berlusconiano si declina in questa campagna elettorale nell'abolizione dell'Imu per la prima casa, di cui beneficerebbero 14,4 milioni di italiani e che si tradurrebbe per l'erario in minori entrate per circa 3,30 miliardi. Ma sul fronte fiscale la promessa più corposa anti-recessione riguarda il "tendenziale azzeramento (in 5 anni) dell'Irap, a partire dal lavoro, con priorità alle piccole imprese e agli artigiani", come si legge nel programma - una tassa che fa entrare ogni anno nelle casse dello stato e delle regioni circa 35 miliardi di euro.

Alle imprese il Pdl promette, poi, di sostituire l'attuale sistema dei sussidi con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e la produzione.

Con riguardo al settore turistico, definito "il nostro petrolio", il Pdl prevede un abbassamento dell'Iva "coerentemente con la normativa comunitaria".

Nel capitolo "fisco amico del contribuente", il Pdl inserisce la "revisione radicale" del redditometro e la revisione e riduzione dei poteri di Equitalia.

Più in generale Berlusconi promette di ridurre la pressione fiscale di un punto all'anno (5 punti in 5 anni).

MENO TASSE PER TUTTI, "DALLA PARTE DEL LAVORO"

In parallelo, per favorire l'occupazione giovanile, il Pdl punta a riconoscere alle imprese per le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato una detrazione (sotto forma di credito d'imposta) dei contributi relativi per i primi 5 anni. E promette la totale detassazione dell'apprendistato fino a 4 anni.   Continua...

 
Il leader del Pdl ed ex premier Silvio Berlusconi. REUTERS/Remo Casilli