In programma centrosinistra centrale il lavoro

lunedì 21 gennaio 2013 17:17
 

ROMA (Reuters) - "Il lavoro è il parametro di tutte le politiche": questa è la frase attorno alla quale ruota il programma della coalizione di centrosinistra.

Il programma, una carta d'intesa dal titolo "L'Italia giusta", è pubblicato sul sito del Pd e si conclude con il capitolo "responsabilità" che vincola le forze della coalizione, Pd, Sel e socialisti, per "un governo e una maggioranza stabili e coesi" su cinque punti: lealtà verso il premier, governo snello, votazioni a maggioranza dei gruppi parlamentari su eventuali punti controversi, lealtà istituzionale su impegni internazionali e trattati, difesa delle moneta unica "verso un governo politico-economico federale dell'eurozona".

LAVORO

Nello specifico capitoletto sul lavoro vengono dettagliati i settori di intervento:

"Il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull'impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari".

Questo sulle rendite dei grandi patrimoni è l'unico riferimento indiretto del programma alla cosiddetta "patrimoniale", tema sul quale la sinistra viene attaccata dai suoi avversari, mentre il candidato premier Pier Luigi Bersani ha dichiarato in campagna elettorale di non voler introdurre alcuna tassa patrimoniale. [ID:nL6N0AN3SP]

Il secondo passo "è contrastare la precarietà", il terzo "spezzare la spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti, aiutando le produzioni a competere sul lato della qualità e dell'innovazione, punti storicamente vulnerabili del nostro sistema". Il quarto passo "è mettere in campo politiche fiscali a sostegno dell'occupazione femminile".

Carlo Dell'Aringa ha detto che il Pd al governo manterrà l'impianto della riforma del lavoro varata da Monti, compreso l'articolo 18 sul quale la legge attuale rappresenta un buon compromesso. Alcuni aggiustamenti sui contratti a termine e l'apprendistato sono necessari ma, per essere efficaci, vanno rinviati alla contrattazione collettiva. Inoltre, se la crisi continuasse a mordere nei prossimi anni si renderà necessario mantenere in piedi la mobilità anche dopo il 2016 quando, secondo la riforma, dovrebbe essere sostituita dall'Assicurazione sociale dell'impiego (Aspi). [ID:nL6N0ALF9L]

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Il leader del Pd Pier Luigi Bersani. REUTERS/ Stringer