Banca d'Italia stima calo 1% Pil 2013, tace su pareggio

venerdì 18 gennaio 2013 16:15
 

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - La Banca d'Italia ha rivisto la stima sull'andamento dell'economia italiana quest'anno a meno 1% dal meno 0,2% previsto in luglio, per il peggioramento del quadro internazionale, gli effetti dell'incertezza e il perdurare di condizioni di credito restrittive.

Con le elezioni fissate per il 24 e 25 febbraio, questa revisione al ribasso del Pil contenuta nel Bollettino economico trimestrale sembra destinata ad accendere un faro in campagna elettorale sulla necessità di una nuova manovra correttiva per rispettare gli impegni presi dall'Italia con l'Unione europea.

"Con una caduta del Pil dell'1% una manovra correttiva non è automaticamente necessaria, ma non si può nemmeno escludere del tutto", osserva l'economista di una banca europea.

Di diverso avviso Chiara Corsa, economista di Unicredit, secondo la quale "una nuova manovra non sarà necessaria, perché l'obiettivo di pareggio di bilancio strutturale, quindi al netto del ciclo economico, verrà ugualmente raggiunto".

In settembre il governo di Mario Monti ha indicato per il 2013 un calo del Pil dello 0,2% e ha detto che il pareggio di bilancio strutturale sarebbe stato centrato.

Il mese dopo, il vice direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi ha auspicato delle piccole manovre correttive in primavera per assicurare il pareggio di bilancio anche dopo il 2013.

FUORI DALLA RECESSIONE IN SECONDA META' ANNO

Oggi gli economisti di via Nazionale non fanno commenti sul pareggio di bilancio e si limitano a osservare che "nonostante la debolezza congiunturale, le manovre approvate nel secondo semestre del 2011 consentiranno di migliorare ulteriormente i saldi di finanza pubblica nel biennio 2013-2014".   Continua...

 
Nel 2012, nonostante un calo della crescita del 2,1%, l'Italia ha riportato il suo disavanzo attorno al 3% del Pil dal 3,9% dell'anno precedente, rende noto la Banca d'Italia. REUTERS/Enrique Castro-Mendivil