Borse Europa tengono dopo dati cinesi su crescita

venerdì 18 gennaio 2013 10:19
 

LONDRA (Reuters) - Avvio di seduta in tono positivo per le borse europee sulla scia dei dati sostanzialmente migliori delle attese provenienti dalla Cina che hanno aumentato la fiducia degli investitori verso una ripresa dell'economia globale.

Intorno alle 10 l'indice paneuropeo FTSEurofirst 300 è quasi invariato. Francoforte guadagna lo 0,08%, Parigi lo 0,19%, Londra avanza dello 0,28%.

Le vendite al dettaglio in Cina e la produzione industriale sono saliti oltre le attese a dicembre, dando così ipulso alla crescita del Pil nel quatro trimestre 2012 che ha accelerato per la prima volta da due anni.

Nei tre mesi al 31 dicembre il Pil di Pechino è cresciuto del 7,9% su base annua, rimbalzando dal 7,4% del terzo trimestre, e battendo leggermente le attese degli analisti, che avevano previsto una crescita del 7,8%.

Nell'intero 2012 la crescita è stata del 7,8%, appena sopra il consensus del 7,7%. A dicembre, inoltre la produzione industriale è salita del 10,3% tendenziale (10,1% il consensus).

"I numeri che provengono dalla Cina sono buoni, così come quelli Usa ieri...il sentimento generale è molto buono", osserva un broker, che aggiunge: "Probabilmente ci sarà un po' di consolidamento, ma i mercati restano abbastanza resistenti. Più persone hanno deciso di mettere denaro negli asset più a rischio, come l'azionario, e non c'è segnale di un arretramento".

Inoltre, secondo un sondaggio Lipper fra 87 fondi d'ivestimento in azioni europee domiciliati negli Stati Uniti, i flussi netti nella settimana chiusa il 16 gennaio sono stati pari a 239,1 milioni di dollari, portando il totale degli asset a nuovi massimi da 21 mesi a 16,5 miliardi. I fondi Usa sono attratti dai maggiori ritorni in Europa rispetto al segmento domestico.

I titoli in evidenza:

* Renault sale di oltre il 2% dopo l'annuncio del gruppo di un ritorno alla crescita nella vendita di auto quest'anno dopo il calo del 6,3% registrato nel 2012.   Continua...

 
Un trader a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid