Media, deal congelati fino a elezioni, si comincia domani con TI Media

mercoledì 16 gennaio 2013 19:23
 

di Claudia Cristoferi

MILANO (Reuters) - Per i media italiani i nodi irrisolti ereditati dal 2012 non troveranno soluzione almeno fino alle elezioni di fine febbraio; per oltre un mese ogni operazione straordinaria nel settore rischia di restare congelata in attesa che si chiariscano gli equilibri politici del paese e si conosca la stabilità del nuovo governo.

Lo dicono gli analisti del settore ma anche numerose fonti a vario titolo vicine alle diverse società coinvolte.

Il primo test di questa tesi sarà il Cda di Telecom Italia che domani affronterà la questione della vendita di Telecom Italia Media che, salvo sorprese, finirà di nuovo nel cassetto.

Non è questo, però, l'unico caso: Rcs ha già preso tempo fino a marzo prima di presentare i dettagli del piano industriale e decidere sul tema spinoso dell'aumento di capitale. E Mediaset, il cui titolo è salito negli ultimi mesi del 2012 anche sulle attese di un partner internazionale per la pay-Tv, difficilmente troverà corteggiatori dall'estero finchè non si conoscerà il quadro politico dell'Italia dopo una competizione cui, per inciso, partecipa ancora una volta il suo azionista di riferimento.

"Sicuramente in Italia le elezioni bloccano sempre tutto, per fortuna è una campagna elettorale brevissima", commenta Claudio Aspesi, analista di Bernstein che ricorda come siano rimaste aperte questioni cruciali come l'asta delle frequenze Tv e lo sviluppo della rete tlc in fibra ottica. "La speranza è che dopo le elezioni finalmente si affrontino i nodi strutturali del paese, sempre che esca una maggioranza chiara in grado di governare", conclude.

"La situazione attuale fa sì che non si faccia nessun grande deal, sia per le implicazioni politiche che per questioni prettamente economico-finanziarie. Si registra invece qualche operazione che esce dal radar della politica, perchè più piccola e meno sotto i riflettori, come la recente acquisizione di nuovi canali da parte di Discovery Communications", aggiunge un altro analista.

TI MEDIA, TELECOM ITALIA NON OTTIENE MIGLIORAMENTO OFFERTE

Il lungo processo di dismissione di TI Media si era chiuso nel 2012 con la richiesta del Cda Telecom a negoziare con i due pretendenti rimasti, Cairo e Clessidra-Equinox, offerte migliorative. "Da allora non ci sono stati cambiamenti sostanziali", dice una fonte vicina al dossier che trova anche altre conferme. Difficile dunque che domani il consiglio guidato da Franco Bernabè accetti di vendere la controllata media. "E' prematuro dire cosa potrebbe decidere il consiglio domani, ma quanto arrivato finora non sembra essere in linea con le richieste di Telecom", aggiunge una seconda fonte secondo cui il Cda di domani "potrebbe essere risolutivo, cioè potrebbe prendere una decisione".   Continua...