McDonald's punta sull'Italia e investe 350 milioni in tre anni

mercoledì 9 gennaio 2013 18:43
 

MILANO (Reuters) - Il gigante Usa McDonald's è convinto che l'Italia, oggi nel mezzo di una pesante recessione, sarà una delle aree che potranno offrire un maggiore potenziale di crescita al suo business nel prossimo decennio e punta ad aprire più di 100 nuovi ristoranti nei prossimi tre anni.

In un paese in cui gli investimenti esteri sono calati di quasi il 30% dal 2007, McDonald's intende spendere 350 milioni di euro solo per costruire nuovi ristoranti e promette di assumere 3.000 persone entro il 2015 per ampliare la sua quota di mercato.

"Crediamo nell'Italia e abbiamo convinto i nostri azionisti negli Stati Uniti che il mercato italiano ha un potenziale da sfruttare", ha detto a Reuters l'AD di McDonald's Italia Roberto Masi.

"McDonald's considera la crisi del debito della zona euro passeggera e, a livello globale, ha affiancato l'Italia al gruppo dei Bric (Brasile, Russia, Cina e India) nel definire i paesi che offriranno alla società maggiori opportunita' di crescita nei prossimi dieci anni", ha proseguito Masi.

Mentre l'Italia si trova bloccata in recessione dalla fine del 2011, con una disoccupazione che ha raggiunto picchi record tra i giovani, McDonald's ha così comunicato il suo impegno ad accrescere la forza lavoro locale del 15% a circa 20.000 persone in tre anni attraverso una massiccia campagna pubblicitaria, ricorrendo anche alla firma di Gabriele Salvatores per lo spot televisivo.

La Cgil ha sottolineato da parte sua che l'80% del dipendenti ha contratti part-time e che i suoi lavoratori devono essere disponibili a lavorare nei turni serali e la domenica.

La società a ribattuto che, sebbene a maggioranza part-time, i suoi contratti di lavoro sono in gran parte a tempo indeterminato.

L'obiettivo della società italiana della catena di fast-food con i nuovi investimenti è di aumentare la propria quota di mercato nel settore della ristorazione non di lusso al 3% entro il 2015 partendo da un attuale 2%, ben sotto il 10-12% in Francia e Spagna. (Francesca Landini)