Fallimento Richard Ginori, per tribunale piano salvataggio era "incerto"

martedì 8 gennaio 2013 15:24
 

FIRENZE (Reuters) - Il tribunale di Firenze non ha ammesso la Richard Ginori - dichiarata fallita ieri - al concordato preventivo perché il piano per salvare la società era "intrinsecamente incerto".

Lo riferisce una fonte vicina alla vicenda, spiegando che secondo la corte non c'era certezza riguardo all'effettiva realizzazione dei "due principali eventi" sui quali il piano stesso si basava.

I due elementi, che secondo i giudici non si sarebbero probabilmente realizzati, sono l'affitto dell'azienda e la successiva cessione per 13 milioni di euro, oltre alla vendita dei musei della manifattura allo Stato per 23 milioni, con i quali compensare parte dei 16 milioni di debito.

Ma secondo il curatore fallimentare nominato ieri dal tribunale, Andrea Spignoli, che adesso punta a un nuovo bando di gara, l'azienda si può ancora salvare.

La struttura produttiva "se si poteva salvare ieri, si può salvare oggi", ha detto Spignoli, spiegando che ora è necessario individuare un soggetto che gestisca l'azienda nella fase di esercizio provvisorio, contattare il governo per sbloccare l'iter previsto dalla legge Guttuso e disporre un nuovo bando di gara per trovare un acquirente.

L'assessore alle attività produttive della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, ha detto oggi che "la sentenza ha spostato indietro le lancette dell'orologio ma non ha chiuso in maniera definitiva la possibilità di dare una soluzione alla vicenda".

La Regione Toscana, si legge in una nota, chiede di "gestire la fase transitoria nei tempi più brevi possibile e in modo da consentire l'attività produttiva durante l'esercizio provvisorio, fino al momento in cui sarà bandita una nuova gara per l'acquisto dell'azienda".

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