Borsa Milano chiude in moderato calo, bancari tonici, Mps +6,9%

lunedì 7 gennaio 2013 18:01
 

MILANO (Reuters) - Piazza Affari ha chiuso in moderato calo, consolidando i massimi di nove mesi e mezzo, con le banche in evidenza sulla scia dell'allentamento delle norme sulla liquidità previste da Basilea 3.

"E' una giornata di consolidamento, con le banche che beneficiano del posticipo dell'entrata in vigore di Basilea 3", spiega un trader, sottolineando che "reagiscono in modo più forte gli istituti con maggiore scoperto, come Mps e Banco Popolare".

La scorsa settimana il mercato azionario ha messo a segno buoni rialzi. Oggi il principale indice milanese ha rinnovato i massimi degli ultimi nove mesi e mezzo, superando brevemente la soglia dei 17.000 punti prima di ripiegare in territorio negativo, colpito da qualche presa di profitto.

Grazie all'aiuto dei bancari, la piazza milanese è riuscita a contenere le perdite e ha registrato una performance migliore delle altre borse europee.

L'indice FTSE Mib ha chiuso in calo dello 0,38%, l'AllShare ha perso lo 0,31%. L'indice benchmark europeo FTSEurofirst 300 segna -0,5%. Sulla piazza milanese volumi per circa 2,2 miliardi di euro.

* Tra gli istituti italiani nuovo balzo di MPS, in rialzo del 6,89% con volumi pari a circa sette volte la media giornaliera e oltre il 10% del capitale passato di mano. Tonico anche BANCO POPOLARE (+3,77%). Secondo i trader proseguono le ricoperture, alimentate dal sentiment positivo su tutto il comparto bancario europeo generato dalla notizia sull'accordo per Basilea 3.

"Anche se la banche italiane sono già in linea con i target di liquidità fissati da Basilea 3, alleggerimento dei parametri e la nuova tempistica più graduale sono pur sempre una buona notizia che ha un impatto positivo e allenta la pressione", commenta un operatore.

Tra gli altri istituti, UniCredit ha guadagnato l'1,8% e Intesa Sanpaolo l'1,6%. Il paniere europeo dei bancari segna +1.04%.

* Alcuni titoli energetici sono stati zavorrati dai giudizi dei broker: SNAM cede l'1,85% dopo che Deutsche Bank ha tagliato il rating a "hold" con target price ridotto a 3,8 da 4,1 euro. Lo stesso istituto ha declassato a "hold" anche il giudizio su TERNA (-1,76%) con target a 3 da 3,3 euro. Pesante anche ENI che ha ceduto l'1,37%. A livello europeo il comparto oil&gas ha lasciato sul terreno l'1% circa.   Continua...

 
Un trader di borsa a lavoro. REUTERS/Andrew Burton