Lusso, Citi: visione positiva lungo termine resta invariata

venerdì 4 gennaio 2013 17:35
 

MILANO (Reuters) - Nonostante una crescita dei ricavi più lenta nel 2012 e un'espansione dei margini limitata, gli analisti di Citi continuano ad avere una visione di lungo termine positiva sul settore del lusso.

Dopo un aumento dei ricavi intorno al 10% stimato per l'anno appena concluso (praticamente la metà della crescita messa a segno nel 2011), il broker si aspetta per il 2013 un +8-9% a tassi costanti.

Nello specifico l'Europa, grazie al traino dei flussi di turisti, dovrebbe salire del 9%, in Giappone è atteso un +3%, l'Asia (Giappone escluso) dovrebbe mostrare un incremento del 9%, con una graduale ripresa della 'Greater China', e per gli Stati Uniti si profila un +8%. "Quindi una crescita nel complesso relativamente bilanciata", si legge in un report sul settore dal titolo "Lusso europeo: brevi pensieri sul 2013".

La crescita dell'ebit e dell'eps dovrebbe attestarsi all'11-12% (rispetto alle cifre 'high teens' stimate per il 2012) con la leva operativa e l'espansione dei margini limitate dai continui investimenti, dall'inflazione dei costi e da benefici contenuti sul fronte dei cambi.

A livello borsistico, il comparto dei beni di lusso nel 2012 ha messo a segno una performance del 30% circa, facendo meglio della maggior parte degli indici globali e settoriali dopo un altro anno di crescita superiore degli utili, sottolinea Citi, citando tra i titoli migliori Prada, Ferragamo e Richemont.

"Riteniamo che il settore sia un 'outperformer' strutturale sul mercato azionario a causa della crescita degli utili superiore e della combinazione di vari forze trainanti", si legge nel report, che fa riferimento alle alte barriere all'entrata, all'esposizione bilanciata dei ricavi con un'inclinazione verso i mercati emergenti, all'alta esposizione ai flussi di turisti globali, alla struttura di stretto controllo familiare, alla forte generazione di cassa.

Nel quadro di uno scenario macro globale debole per il 2013 e di un contesto recessivo in Europa, "riteniamo che il settore sia ben posizionato per continuare a sovraperformare e beneficiare di una crescita sostenibile dei ricavi, di una leva operativa positiva, di bilanci forti e di potenziali ritorni sul capitale. Crediamo anche che il comparto sia sufficientemente preparato ad attuare azioni sui costi per controbilanciare un potenziale rallentamento della domanda".

Tra i temi chiave per il 2013 Citi cita tra gli altri l'impatto di potenziali riforme e misure di stimolo in Cina per riattivare i consumi, un maggior controllo sulla distribuzione (con una maggiore penetrazione del retail e uno sviluppo dell'e-commerce, oltre a una razionalizzazione del wholesale), le dinamiche del turismo globale verso Europa e Stati Uniti e all'interno dell'Asia.

Sulla Cina si concentrano alcuni dei rischi per il settore, relativi sia alla tempistica e all'entità della ripresa della domanda sia alla potenziale saturazione del mercato del lusso cinese, dove alcuni marchi sono diventati troppo grandi e troppo popolari. Un'altra area di eventuale rischio è rappresentata dal potenziale deterioramento della domanda della clientela europea, mentre restano punti di domanda sul livello di normalizzazione dei ricavi in Usa e in Giappone.

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