Usa, Camera vota accordo, evitato il 'fiscal cliff'

mercoledì 2 gennaio 2013 10:27
 

WASHINGTON (Reuters) - Gli Stati Uniti evitano per un soffio il 'fiscal cliff', l'aumento di imposte e i tagli alla spesa pubblica per complessivi 600 miliardi di dollari che rischiavano di aggravare la congiuntura negli Stati Uniti.

Dopo il Senato, anche la Camera dei rappresentanti ha approvato, con 257 voti favorevoli e 167 contrari, l'intesa siglata dalla Casa bianca con democratici e repubblicani.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è impegnato a ratificare la legge in tempi brevi, ultimo atto per chiudere un difficile negoziato che si trascina da mesi.

Obama ha sollecitato il Congresso a un confronto "un po' meno drammatico" quando si discuterà di altre spinose questioni fiscali, come il nuovo tetto all'aumento del debito federale, che già ora ha un valore di circa 16.000 miliardi di dollari.

Con il voto di ieri va in pezzi la ventennale ortodossia anti-tasse cara ai repubblicani. Il presidente (speaker) repubblicano della Camera, John Boehner ha evitato di prendere la parola durante il dibattito pur votando a favore dell'accordo. Con la gran parte dei repubblicani che si è espressa contro, Boehner potrebbe essersi giocato la riconferma nel voto di domani.

La legge aumenta di quasi 4 miliardi il deficit federale in dieci anni, secondo le eleborazioni del Congressional Budget Office.

I principali punti dell'intesa prevedono l'aumento delle imposte sui redditi individuali superiori a 400.000 euro (450.000 per le famiglie), l'aumento di cinque punti percentuali al 20% della tassazione su dividendi e plusvalenze azionarie e la proroga degli sgravi fiscali a favore della classe media.

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Il presidente Usa Barack Obama alla Casa Bianca, 1 gennaio, 2013. REUTERS/Jonathan Ernst