Italia, per Consob obiettivi debito a rischio anche con crescita

martedì 18 dicembre 2012 17:00
 

MILANO (Reuters) - Nella seconda parte del 2012, complice la predisposizione del nuovo piano di acquisto bond della Banca centrale europea, l'Italia ha beneficiato di una riduzione dello spread dei suoi titoli pubblici nei confronti di quelli tedeschi ma permangono numerose fonti di incertezza, riconducibili alla divaricazione del ciclo economico tra centro e periferia della zona euro, che metteranno alla prova l'obiettivo di portare il debito pubblico a un livello sostenibile.

E' quanto scrive la Consob nel rapporto semestrale 'Risk Outlook', con cui l'autorità che vigila sui mercati finanziari italiani tratteggia i principali fattori di rischio.

"In questo contesto, anche in costanza degli attuali livelli di avanzo/disavanzo primario, la sostenibilità del debito pubblico può diventare un obiettivo a rischio anche in uno scenario positivo di inversione della fase ciclica, fintanto che i tassi d'interesse reali rimangono superiori al tasso di crescita del Pil", avverte la Consob.

In uno scenario negativo di perdurante crescita nulla e tassi d'interesse superiori di 100 punti base rispetto ai valori attuali, il peso del debito sul Pil dell'Italia raggiungerebbe valori prossimi o superiori al 140%, ipotizza il rapporto.

Basterebbe però che tassi restassero all'attuale livello (4,50% il rendimento del decennale oggi, contro il 7,50% del picco della crisi) e che questo si accompagnasse a un tasso di crescita dell'1% far diminuire il rapporto debito/Pil dell'Italia.

Poichè in entrambi i casi, però, i tassi d'interesse reali restano superiori a quelli di crescita, per stabilizzare i conti pubblici è necessario, dunque, conseguire e mantenere avanzi primari. Nelle stime dell'esecutivo, l'anno prossimo l'Italia dovrebbe segnare un avanzo primario del 3,8%, che salirebbe al 4,4% il successivo.

Secondo la Consob questo potrebbe non essere sufficiente. Per portare il rapporto debito/Pil, che nelle stime del governo italiano l'anno prossimo salirà oltre il 126%, al 60% in 20 anni, come previsto dal Fiscal Compact, "la correzione dell'avanzo primario oscilla, a seconda degli scenari precedentemente considerati, tra il 2% e il 4% del Pil", si legge nel report. Un gap che occorrerebbe colmare con signficativi interventi di consolidamento fiscale.

(Elvira Pollina)

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Sede della Borsa, controllo di polizia prima dell'assemblea annuale. Milano, 15 luglio 2005. REUTERS/Daniele La Monaca