Derivati Milano, attesa domani sentenza storica in processo banche

martedì 18 dicembre 2012 12:09
 

di Silvia Aloisi e Giulio Piovaccari

MILANO (Reuters) - Potrebbe arrivare domani l'atto finale del processo di primo grado sui derivati del Comune di Milano, con le sentenze sulle quattro banche e le 13 persone fisiche coinvolte con l'accusa di truffa.

Con derivati in Italia per un controvalore di circa 36 miliardi di euro e 600 enti locali coinvolti (secondo le stime ufficiali del Tesoro), l'esito del processo - il primo a livello penale di questo genere - potrebbe rappresentare un passaggio storico per le numerose cause legali in corso in un settore, quello della finanza locale, i cui tempi d'oro sono ormai un lontano ricordo.

"Se il verdetto fosse di colpevolezza sarebbe un precedente abbastanza pericoloso per le banche" afferma l'avvocato Tommaso Iaquinta, impegnato nella difesa di altre amministazione locali in Italia in cause simili a quella milanese.

"È un processo decisivo, molti comuni e molti istituti finanziari stanno attendendo la sentenza per capire quali armi hanno in mano. Se la sentenza dovesse essere positiva per il Comune, molte banche cercheranno di negoziare perché temono il contenzioso" aggiunge Fabio Michele Amatucci, docente di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all'Università Bocconi, secondo cui i dati del Tesoro potrebbero sottostimare una realtà che riguarderebbe invece 1.500 enti locali e circa 45 miliardi di euro di sottostante.

In luglio il pm aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha chiesto la condanna di Deutsche Bank, Depfa, Jp Morgan e Ubs a 1 milione e mezzo di euro di multa ciascuna, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e la confisca di una cifra complessiva superiore ai 72 milioni di euro.

Il pm ha inoltre chiesto nove condanne per altrettanti funzionari di banca, a pene fino a un massimo di 12 mesi (con multe fino a 1.000 euro); quattro invece le richieste di assoluzione, per due esponenti delle banche, l'ex city manager del Comune Giorgio Porta, e un consulente.

La causa riguarda i contratti derivati stipulati da Palazzo Marino sulla propria obbligazione da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035, su cui la procura milanese ipotizza il carico di costi occulti per circa 100 milioni a danno dell'amministrazione cittadina.

Ad inizio 2012 il Comune di Milano e le quattro banche hanno raggiunto un accordo extragiudiziale per la chiusura del procedimento civile, che consentirà a Palazzo Marino di contabilizzare entrate pari a 455 milioni di euro, più flussi di interessi attivi nel corso dei prossimi anni. A seguito dell'accordo, il Comune ha rinunciato al ruolo di parte civile nel processo penale.   Continua...