Debito a quota 2.000 miliardi, rapporto con Pil in rialzo anche con Monti

venerdì 14 dicembre 2012 13:46
 

di Stefano Bernabei e Luca Trogni

MILANO/ROMA (Reuters) - L'Italia raggiunge i 2.000 miliardi di debito pubblico nel corso di una crisi di governo.

La coincidenza è eloquente: se si è giunti a tanto lo si deve anche all'instabilità politica che ha accompagnato la vita della Repubblica italiana. Negli anni Settanta e Ottanta, in cui il debito si è consolidato su alti livelli con relativo balzo della spesa per interessi, è stata tale che neppure una legislatura, seppur attraversata da più governi, è giunta al termine dei cinque anni.

Il succedersi di oltre 60 governi nei 66 anni di vita della Repubblica ha comportato, il più delle volte, mancanza di programmazione e poco tempo per dare respiro alla politica economica e industriale. Al massimo, nei momenti di crisi acuta, è stato dato spazio a misure di emergenza.

Ultimo e acuto esempio, l'esperienza del governo Monti. I provvedimenti di emergenza, strutturali e non, non sono mancati né dal lato del contenimento dei costi né, soprattutto, da quello delle entrate. Un pacchetto di misure che ha avuto effetti visibili sul rapporto deficit/Pil anche se, a due settimane dalla fine del 2012, non si è ancora sicuri se si collocherà sotto la soglia di 3%. Non ci sono dubbi invece sul fatto che il rapporto debito/Pil balzerà oltre 126% (un rialzo che si riduce di tre punti percentuali al netto dei fondi destinati a Grecia, Efsf, Esm) da 120,7% dello scorso anno. E, secondo le stime del governo, vi rimarrà anche nel 2013.

Nemmeno la personalità italiana che più ha riscosso credibilità internazionale nel campo della politica economica e che molti in Europa e in Italia vorrebbero ancora al timone del Paese, è dunque riuscita a invertire la tendenza storica del debito pubblico.

E questo nonostante una gestione dei titoli di Stato condotta dal Tesoro con mano sicura ed efficacia in un anno di scadenze impegnative e mercato in fibrillazione.

Il trend, va detto, non è solo italiano. Per la zona euro si attende un debito/Pil a fine anno oltre il 90%, lontanissimo dal limite del 60% che i diciassette si erano dati al momento della nascita dell'euro.

E questo pur in presenza - alcuni dicono a causa - di politiche restrittive nell'intera area.   Continua...

 
Il premier Mario Monti. REUTERS/Francois Lenoir