Borse Asia-Pacifico, indici misti dopo Fed, timori su fiscal cliff

giovedì 13 dicembre 2012 09:02
 

TOKYO (Reuters) - I mercati azionari dell'area Asia-Pacifico sono, tranne poche eccezioni, positivi dopo l'annuncio della Fed Usa di nuove misure di stimolo all'economia.

La mossa della Fed ha alimentato la speculazione che anche la banca centrale nipponica potrà avviare misure più coraggiose per sostenere la crescita, ma l'ottimismo sui mercati è stato fortemente ridimensionato dall'incognita che ancora grava sull'economia Usa per il pericolo del 'fiscal cliff', come sottolineato ieri dal numero uno della banca centrale Usa, Ben Bernanke.

In mancanza di compromessi tra Casa Bianca e Congresso i tagli di spesa e aumenti delle tasse automatici a partire dal 2013 minacciano di causare una recessione per la prima economia Usa, mettendo anche a rischio la fragile ripresa che si intravede in Cina e in altri paesi.

Alle 8,50 italiane, l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico sale dello 0,2%, rinfrescando i nuovi massimi degli ultimi sedici mesi. Il Nikkei, non compreso nell'indice, ha chiuso in rialzo dell'1,68% ai massimi degli otto mesi.

Le crescenti preoccupazioni sul 'fiscal cliff' Usa pesano su HONG KONG che ritraccia dai recenti massimi, mentre SHANGHAI chiude in calo dell'1% su vendite per realizzi concentrate soprattutto sui titoli bancari e energetici a maggiore capitalizzazione.

SINGAPORE è in leggero rialzo in linea con la gran parte dei mercati asiatici. Tra i migliori titoli del listino l'operatore dei Casinò, Genting Singapore e il conglomerato Jardine Strategic Holdings.

TAIWAN sale dello 0,9% segnando un massimo da quasi tre mesi. In evidenza in particolare, Chimei Innolux, sulle indiscrezioni stampa secondo le quali la società che produce schermi piatti si attende un utile il prossimo anno.

SEUL termina ai massimi dal 24 settembre sopra i 2.000 punti sfruttando acquisti dall'estero legati principalmente a fattori tecnici per la scadenza di futures e options.

SYDNEY è sotto la parità mettendo un fine al rally degli ultimi cinque giorni sulla scia dei rialzi del dollaro australiano che impatta sui titoli delle società esportatrici.

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