Borsa Milano negativa per politica, chiude sopra minimi

lunedì 10 dicembre 2012 17:52
 

MILANO (Reuters) - Giornata negativa a Piazza Affari, dove gli operatori si sono dati alle vendite in risposta all'annuncio delle dimissioni di Mario Monti, dopo la crisi di governo aperta dal Pdl e il ritorno in campo di Silvio Berlusconi. Il mercato, aiutato anche dal trend lievemente positivo di Wall Street, ha poi recuperato ampiamente dai minimi, terminando con un calo di poco supeiore al 2%.

Le incertezze sullo scenario politico italiano hanno favorito le vendite, anche alla luce dell'allargamento dello spread Btp-Bund, a quota 352 punti base in chiusura, dopo un balzo oltre quota 360. Un ampliamento del differenziale che ha penalizzato soprattutto le banche, a causa dei loro ricchi portafogli in titoli di Stato italiani.

"La decisione di Mario Monti creerà probabilmente ulteriore volatilità sul differenziale Italia-Germania anche in occasione delle aste di titoli di Stato da 10 miliardi in programma questa settimana" commenta Banca Akros.

A sottolineare come politica e finanza siano, ora più che mai, strettamente connesse, gli analisti dell'istituto prevedono che, così come l'incertezza politica impatta su indici e spread, "la pressione dei mercati potrebbe rappresentare un ostacolo al tentativo di Berlusconi di riaggregare una coalizione di centro-destra in vista delle elezioni".

In generale, la ricomparsa di Berlusconi sulla scena politica porta gli analisti a interrogarsi sulla sostenibilità futura delle misure di austerità intraprese dal governo tecnico. "Berlusconi è il simbolo dell'anti-austerità e in caso di una sua vittoria sarà difficile che passeranno riforme improntate al rigore" commenta un broker.

A tal proposito, Morgan Stanley ricorda come le politiche di 'austerity' dell'esecutivo Monti abbiano impattato su un tessuto economico già debole, dunque "il rischio ora è che il malcontento possa continuare a crescere, compromettendo di conseguenza l'abilità o la volontà del prossimo governo di perseguire riforme decise. Oppure che possa risultare in una campagna elettorale strenuamente improntata all'antiriformismo".

L'indice FTSE Mib chiude la seduta in calo del 2,2%, mentre l'AllShare cede il 2,01%.

"Dal punto di vista tecnico, rotto (nella seduta) il supporto di 15.347, l'indice ha messo pressione al successivo sostegno strategico a 15.253, minimo del 28 novembre. L'eventuale cedimento peggiorerebbe notevolmente lo scenario grafico di breve periodo, creando i presupposti per una flessione fino a 14.970-14.812 punti, minimi dello scorso mese" commenta Filippo Diodovich, market strategist di IG.

Il paniere FTSEurofirst 300 guadagna lo 0,13%. A Milano, volumi scambiati per 1,9 miliardi di euro.   Continua...

 
L'ingresso della borsa di Milano. REUTERS/Paolo Bona