Italia, contrazione settore servizi torna a peggiorare
ROMA, 5 dicembre - Un anno e mezzo. Da tanto dura la contrazione del settore servizi in Italia. A novembre, infatti, l'indice relativo ha segnato il diciottesimo mese consecutivo sotto la soglia di 50, che separa espansione e contrazione.
Zavorrato soprattutto da una componente occupazionale molto debole, l'indice suggerisce che l'Italia resta impantanata nella recessione e allontana le speranze di un cambio di direzione nel breve termine.
L'indice elaborato da Markit/ADACI, relativo all'attività di società di servizi, il mese scorso è scivolato a 44,6 da 46 di ottobre, tornando ad arretrare dopo tre mesi consecutivi di rialzi.
Un sondaggio Reuters condotto fra 14 analisti indicava una lettura sostanzialmente stabile, a 45,9, frutto di previsioni comprese tra 44,3 a 46,5.
Secondo Phil Smith, economista di Markit, il dato di novembre fa pensare che i prossimi mesi registreranno ulteriore debolezza.
L'indagine sui servizi arriva dopo quella analoga realizzata da Markit/ADACI sul settore manifatturiero, che ha evidenziato una contrazione dell'attività per il sedicesimo mese consecutivo.
Gli interventi su fisco e spesa introdotti dal governo di Mario Monti per riconquistare la fiducia dei mercati internazionali hanno inciso negativamente sulla domanda e sulla spesa per consumi, che quest'anno dovrebbe calare al tasso più elevato dalla fine della seconda guerra mondiale.
L'Italia si trova in recessione dalla metà dell'anno scorso e l'Istat prevede che la produzione scenderà dello 0,5% l'anno prossimo e del 2,3% nel 2012.
L'indagine sui servizi evidenzia che la componente occupazionale a novembre è scesa a 43,7 da 46,1, ovvero ai minimi dal giugno 2009.
Si tratta di una conferma della sofferenza che attraversa il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione, infatti, è arrivato all'11,1%, il massimo dal gennaio 2004.
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