Svizzera, Monti: se condono limitato e giustificato da gettito

lunedì 26 novembre 2012 19:41
 

MILANO/ROMA (Reuters) - Forme di condono nel possibile accordo fiscale fra Italia e Svizzera sono possibili ma solo se limitate e giustificate dai proventi che Roma può ottenere.

A circa due mesi dal probabile scioglimento delle Camere, il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, fissa i paletti per arrivare a un'intesa che permetta di far emergere i capitali illegalmente nascosti in Svizzera da residenti italiani.

"Vogliamo ben vedere che non ci siano, o che siano molto limitati, o giustifcati dal provento rispettivo per il Paese, forme di condono", ha detto Monti intervenendo agli stati generali dei manager a Milano.

Il confronto dunque prosegue, ma sono ancora molti i nodi da sciogliere.

Parlando con i cronisti a margine di un convegno a Roma, il sottosegretario al Tesoro Vieri Ceriani spiega che Italia e Svizzera sono "in una fase non conclusiva" della trattativa e "qualunque soluzione si trovi non deve suonare come un condono" o favorire il riciclaggio di denaro sporco.

"C'è stata a luglio una ministeriale Ocse sulle regole per lo scambio di informazioni, la Svizzera non si oppone. Anche questo è oggetto di trattativa", ha riferito il sottosegretario.

L'esperto fiscale dell'Esecutivo italiano parla di un "confronto complesso", in cui "tutto è tema di trattativa", anche il regime di anonimato per gli italiani che hanno attivi non dichiarati oltre confine.

La Svizzera ha suggerito uno schema di accordo, noto come Rubik, che prevede un condono sul passato e un regime di tassazione sui futuri redditi e utili da capitale attraverso le banche elvetiche in funzione di sostituti di imposta.

La scorsa settimana la Camera dei Lander tedeschi, il Bundesrat, ha bocciato un'intesa analoga che prevedeva l'imposizione di una tassa tra il 21% e il 41% su capitale per sanare il pregresso più un'aliquota del 26% sui flussi a regime.   Continua...

 
La bandiera svizzera a Ginevra. REUTERS/Denis Balibouse