Btp fermi in tarda mattinata, spread su Bund avvicina a 350 pb

venerdì 16 novembre 2012 12:36
 

MILANO (Reuters) - Si mantiene a ridosso dei valori della chiusura precedente il secondario dei Btp, con il differenziale tra tassi decennali contro Germania che si avvicina progressivamente ai 350 centesimi.

"Sono livelli ancora penalizzanti, la sensazione è però che dipendano dagli sviluppi sulla scena europea e davvero poco dalle condizioni dei conti pubblici italiani, come dimostrano chiaramente i risultati delle ultime aste", commenta un operatore.

Il riferimento è ai collocamenti di metà novembre degli scorsi giorni, il cui il rendimento del Btp a tre anni è calato al minimo da ottobre 2010.

"Sui mercati sono tornati a pesare i timori sulla crescita, spinti da dati negativi in Europa e dallo stallo sul fronte del fiscal cliff negli Stati Uniti", scrive la nota giornaliera dell'ufficio studi Intesa Sanpaolo.

"Alle preoccupazioni legate all'economia, si aggiungono ora quelle relative all'aumento di tensione in Israele. I mercati obbligazionari hanno mantenuto posizioni caute, con modeste variazioni. I mercati azionari hanno chiuso in calo dappertutto, tranne che in Asia", aggiunge.

Al di là del 'fiscal cliff' Usa, le preoccupazioni più immediate degli investitori del vecchio continente riguardano naturalmente l'evoluzione della crisi greca.

In vista dell'ennesimo Eurogruppo dedicato martedì prossimo ad Atene, sembrano essersi almeno in parte discostate le posizioni dei creditori internazionali - Europa da una parte e Fondo monetario dall'altra.

Da Manila, Christine Lagarde è tornata a chiedere che la riunione dei ministri finanziari di martedì prossimo arrivi a una soluzione definitiva, in grado di rimettere i conti pubblici ellenici su un percorso di sostenibilità.

Il Fondo chiede di fatto ai creditori internazionali di accollarsi una nuova svalutaziuone sul portafoglio dei governativi greci, ipotesi che sembra appoggiata almeno da una parte del consiglio Bce ma esclusa nuovamente ieri dal responsabile Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn e soprattutto da Berlino.   Continua...

 
Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid