Zona euro, Draghi: da Bce tempo prezioso ma riforme devono proseguire

giovedì 15 novembre 2012 14:28
 

di Elvira Pollina

MILANO (Reuters) - Sono i governi gli attori decisivi nel superamento della crisi della zona euro, mente gli interventi della Banca centrale europea, pur avendo contribuito a ridurre considervolmente le preoccupazioni sulla tenuta dell'euro, possono solo aiutare a guadagnare tempo prezioso ma non infinito.

Ancora una volta, dunque, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, è stato chiaro: non ci sono scorciatoie per superare l'attuale momento critico.

"I paesi più colpiti sono quelli dove la politica economica del passato è stata più inadeguata, dove la risposta dei governi all'inizio della crisi è stata più fiacca e incerta. Spetta ai governi di questi paesi lo sforzo maggiore nella riconquista della credibilità", ha sottolineato, intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Bocconi a Milano.

A un anno dal suo ingresso alla Bce, Draghi ha rivendicato le misure messe in campo, su tutte il piano illimitato di acquisto bond 'Omt', il cui annuncio ha decisamente migliorato gli spread sovrani, agevolando il completamento del piano di finanziamento di Spagna e Italia e aumentato la quota di debito italiano detenuta dai non residenti.

Ma ha anche avvertito che i Paesi che ne beneficeranno, previa richiesta di assistenza al Meccanismo europeo di stabilità (Esm), non possono pensare di esimersi dal correggere attraverso le riforme e il consolidamento quelli squilibri che hanno causato la crisi.

Anche perchè, per preservare la propria indipendenza, la Bce ogni tre mesi valuterà il rispetto delle condizioni sottoscritte dai governi.

"Ogni trimestre la Bce valuterà il rispetto delle condizioni...Quando un programma è in fase di riesame, sospenderemo di norma le operazioni, per riattivarle solo in caso di esito positivo. Così la Bce interverrà solo per quei paesi in cui l'economia e le finanze pubbliche seguono un percorso di sostenibilità", ha chiarito.

Ma anche di là di condizioni stringenti, i Paesi della zona euro devono rassegnarsi a intraprendere azioni di consoldiamento fiscale, riducendo deficit e debito con le minori conseguenze negative sulla crescita, privilegiando le "riduzioni di spesa corrente e non gli aumenti di tasse".   Continua...

 
Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. REUTERS/Lisi Niesner