Visco: debito pubblico può scendere solo con azzeramento deficit

mercoledì 14 novembre 2012 16:46
 

ROMA (Reuters) - L'ammontare italiano di debito pubblico potrà calare solo con un annullamento del deficit.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, dopo che ieri la banca centrale ha reso noto che in settembre lo stock del debito è salito di quasi 20 miliardi arrivando al nuovo record storico di 1.995,1 miliardi ormai a ridosso della soglia di 2.000 miliardi di euro che dovrebbe essere stata raggiunta e superata in ottobre.

"Solo quando si riuscirà ad annullare il deficit di bilancio si potrà avere una riduzione in termini assoluti del debito pubblico", ha detto Visco intervenendo alla presentazione del rapporto della Banca mondiale 'Doing Business in 2013: la strada delle riforme'.

"E' necessario rimuovere i vincoli che frenano la capacità di generare risorse e redditi in grado di stimolare la domanda e quindi accrescere l'occupazione e allo stesso tempo dare certezza sulla capacità di riduzione del peso del debito pubblico", ha proseguito il governatore citando tra gli ostacoli alla crescita "l'insufficiente concorrenza e l'inadeguata regolazione di alcuni mercati, specie nei servizi" insieme con "un sistema amministrativo inefficiente e fonte di oneri burocratici non giustificati per le imprese".

Fra le debolezze dell'Italia Visco ha annoverato anche "un sistema scolastico non in grado di assicurare qualità del capitale umano sufficientemente elevata e una giustizia civile poco efficace".

Il capo di Bankitalia ha riconosciuto come negli ultimi due anni sia stato avviato un vasto programma di riforme ed ha sollecitato ad andare avanti per ritrovare la crescita.

"Le spese vanno certamente contenute ma il pieno riequilibrio dei conti pubblici richiede anche di agire sul lato delle entrate. Certo con la lotta all'evasione ma anche e soprattutto con la crescita economica".

Visco ha infine voluto precisare che il leggero miglioramento di classifica dell'Italia nel rapporto presentato oggi è dovuto soprattutto al fatto che la Banca mondiale ha corretto alcuni indicatori, non a un vero progresso dell'Italia nel corso dell'anno.

Il rapporto colloca l'Italia al 73esimo posto su 185 Paesi considerati per la capacità di fare business, in contenuto miglioramento dopo diversi anni.

(Gavin Jones)

Sul sito w.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. REUTERS/Giampiero Sposito