Intesa batte attese con pretasse trim3, cedola almeno pari a 2011

martedì 13 novembre 2012 13:52
 

MILANO (Reuters) - Intesa Sanpaolo batte le attese del mercato con l'utile pretasse del terzo trimestre e conferma la promessa per il 2012 di un dividendo superiore o almeno pari a quello distribuito nel 2011 di 0,05 euro per azione.

Il trimestre è stato caratterizzato da un buon andamento del trading che ha spinto i ricavi e compensato l'importante dato su accantonamenti e rettifiche su crediti.

"Gli importanti risultati che siamo stati in grado di conseguire nei primi nove mesi dell'anno ci pongono nelle condizioni di confermare per il 2012 la distribuzione di un dividendo almeno di pari entità a quello distribuito a valere sul 2011", afferma infatti il Ceo Enrico Cucchiani in una dichiarazione resa dopo la diffusione dei conti.

L'utile netto del periodo si è attestato a 414 milioni in calo rispetto al secondo trimestre e un po' sotto il consensus elaborato da Reuters con 5 analisti che indicava 431,4 milioni. Tuttavia l'utile corrente al lordo delle imposte è stato pari a 962 milioni contro il consensus Reuters di 818 milioni.

"Un insieme di risultati molto buono" commenta Fabrizio Bernardi di Fidentiis Equities che sottolinea "il risultato operativo estremamente buono" mentre la cosa negativa riguarda "gli accantonamenti che sono più alti". "L'utile pre tasse batte il consensus", aggiunge.

Sulla stessa linea un analista da Londra: "un buon insieme di risultati in linea con le mie attese. Il Core Tier 1 è un numero importante. Hanno avuto un buon risultato del trading che hanno usato per sostenere gli accantonamenti".

Il titolo dopo la diffusione dei risultati ha spiccato il volo e intorno alle 13,40 sale del 2,85% a 1,228 euro. Lo stoxx europeo del settore cede lo 0,14%.

TRADING SPINGE RICAVI, UTILE OPERATIVO RECORD DA 2009

I proventi operativi netti sono cresciuti, rispetto al trimestre precedente, del 7,6% a 4,443 miliardi grazie all'apporto del risultato del trading che è balzato a 623 milioni, rispetto ai 161 milioni del secondo trimestre, in parte per la plusvalenza da 327 milioni derivante dal buyback su titoli subordinati e senior.   Continua...