Produttività, per Camusso accordo lontano. Si lavora su testo
ROMA (Reuters) - Per un accordo tra le parti sociali sulla produttività, necessario per poter usufruire delle risorse messe a disposizione del governo, bisognerà aspettare dopo il nulla di della riunione di ieri sera.
L'esecutivo ha subordinato al raggiungimento di una intesa tra sindacati e associazioni datoriali la elargizione dei circa 1,6 miliardi stanziati per la produttività nella legge di Stabilità tra il 2013 e il 2014.
Il clima della vigilia sembrava buono e le imprese piuttosto compatte tra grandi e Pmi, ma ieri la trattativa si è arenata.
"Siamo molto lontani dall'intesa", ha detto stamani il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ai microfoni di Radio Articolo 1 sostenendo che l'accordo tra le associazioni di impresa (Confindustria, Abi, Ania, Rete imprese Italia, Alleanza delle coop) sottoposto ieri all'attenzione dei sindacati accoglie la richiesta del governo di "riduzione dei salari contrattuali nazionali".
Nei giorni scorsi, il ministro del Welfare Elsa Fornero, ha chiesto che nell'accordo si superi l'automatismo tra aumento dell'inflazione e aumento del salario in un quadro di un maggior peso al contratto di secondo livello. L'aggancio, fosse anche all'Ipca (indice armonizzato europeo) e non al Nic nazionale, cerca oggi di tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori.
Su questo punto non solo la Cgil, ma anche gli altri sindacati, hanno mostrato fastidio per la sortita del ministro ma ieri non si è discusso nello specifico di questo.
L'esecutivo punta anche a un maggiore uso dell'apprendistato, a un uso più flessibile dell'orario e una redistribuzione delle mansioni.
Tuona la Camusso che "il tema del demansionamento è una umiliazione per i lavoratori e la via breve che le imprese pensano di usare per risolvere l'allungamento dell'età pensionabile".
LA QUESTIONE DELLA RAPPRESENTANZA Continua...

