Btp chiudono in rialzo, spread riduce da massimi su dati Usa

venerdì 9 novembre 2012 17:38
 

MILANO (Reuters) - Dopo una seduta nel segno della tensione in termini di spread, il differenziale Italia/Germania ripiega in chiusura per chiudere in lieve calo dai livelli di ieri, nell'attesa della comunicazione a mercati chiusi di tipologia e quantitativi di titoli a medio-lungo che il Tesoro porrà in asta in occasione dei collocamenti del 14 novembre.

A influire sull'andamento del mercato sono intervenuti secondo gli operatori i dati macroeconomici degli Stati Uniti.

"Sono stati certamente i dati Usa, con il Michigan e soprattutto i prezzi alle importazioni, risultati più alti di quanto atteso a indicare un'inflazione probabilmente più alta delle stime" dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing. "Un'inflazione elevata penalizza i titoli rifugio, che hanno un più basso rendimento, come i Treasuries e i Bund" precisa.

L'indice preliminare di fiducia dei consumatori elaborato da Università di Michigan e Thomson Reuters relativamente a novembre è salito al massimo dei 5 anni, a 84,9 dopo un ottobre a 82,6 e contro stime per 83,0.

I prezzi alle importazioni sono saliti in ottobre dello 0,5% contro stime per una variazione nulla e dopo un settembre confermato a +1,1%.

Stamane, sulla pesantezza del quadro economico della zona euro e sulle incertezze greche, il futures sul Bund ha raggiunto il massimo di seduta a 143,47, con un rialzo di oltre un punto dalla chiusura dello scorso venerdì, sebbene i trader osservino che dopo un tale rally, potrebbe non esserci molto margine per ulteriori guadagni.

A dare un po' di respiro ai Btp sono intervenuti a ridosso della chiusura anche i commenti di Maria Cannata, responsabile della gestione del debito per il Tesoro, che ha detto che i costi del finanziamento sono sostenibili e che sui Btp gli investitori stranieri sono tornati, con una preferenza per le scadenze 5-7 anni.

A vantaggio dei Bund aveva invece giocato in mattinata un anche certo pessimismo sulla Grecia, dopo che un funzionario Ue aveva dichiarato che è difficile che i ministri delle Finanze della zona euro prendano una decisione definitiva circa la concessione della nuova tranche di aiuti ad Atene nella riunione di lunedì, visto che non c'è ancora chiarezza su come rendere sostenibile l'enorme debito pubblico greco.

 
Un operatore osserva le quotazioni di mercato sul suo schermo. REUTERS/Andrea Comas