Borse Asia Pacifico scivolano su timori fiscali Usa, problemi Europa

venerdì 9 novembre 2012 08:50
 

TOKYO (Reuters) - Ancora una seduta con il segno negativo per le borse dell'area Asia-Pacifico, con i mercati innervositi dal "fiscal cliff" statunitense e dal rischio che il cosiddetto "baratro fiscale" possa trascinare la maggiore economia del mondo in recessione, oltre che dai dubbi sul salvataggio della Grecia.

Intorno alle 8,30 l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico cede lo 0,35% dopo il -1,3% di ieri, la maggiore perdita percentuale in due mesi. Il Nikkei, non compreso nell'indice, ha chiuso in calo dello 0,9%.

"Il focus è tornato all'economia dopo le elezioni Usa e si riaffacciano i timori sul rischio della zona euro, mentre i timori per il fiscal cliff pesano sull'indice locale", commenta Kim Soon-young, analista di IBK Securities.

Washington deve risolvere il "fiscal cliff", trovando un compromesso per tagliare il deficit Usa prima che a inizio 2013 scattino una serie di tagli alla spesa e aumenti di tasse del valore di quasi 600 miliardi di dollari.

A sostenere le borse asiatiche, impedendo perdite più consistenti, contribuiscono i dati cinesi, con produzione industriale e vendite al dettaglio leggermente sopra le attese e l'inflazione annua di ottobre scesa ai minimi di quasi tre anni, dati che aprono alla prospettiva di un ulteriore allentamento monetario se necessario.

SHANGHAI chiude in marginale calo su prese di beneficio, soprattutto su bancari ed energetici. Più pronunciata la flessione di HONG KONG, dove Prada difende un segno leggermente positivo.

Lieve ribasso anche per SINGAPORE, penalizzata dall'operatore di commodities Noble Group che ha annunciato utili trimestrali inferiori alle attese.

In controtendenza invece TAIWAN, che cancella le perdite intraday chiudendo in rialzo dello 0,7% aiutata da HTC Corp dopo indiscrezioni secondo cui il gruppo lancerà uno smartphone da 5 pollici in Usa, Giappone e Cina.

In ribasso ma sopra ai minimi di seduta SEOUL. Debole anche MUMBAI. In AUSTRALIA pesano soprattutto minerari e bancari.

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