Bankitalia: a settembre balzo depositi banche, male crediti

giovedì 8 novembre 2012 13:38
 

MILANO (Reuters) - Divergono con forza gli andamenti degli aggregati del sistema bancario italiano: a settembre mentre i prestiti alle imprese - in termini di variazione annua - hanno toccato il minimo (almeno dal 2001), la raccolta ha ripreso vigore, segnando la maggiore crescita percentuale annua da oltre due anni e mezzo. Con il risultato di un ulteriore aumento dei fondi a disposizione delle banche, già ricche di liquidità grazie ai finanziamenti a 3 anni della Bce e, nelle ultime settimane, alla riapertura del mercato wholesale del funding.

Dal lato degli impieghi il calo del 3,2%, il più alto dall'inizio delle serie storica di Banca d'Italia a luglio 2001, si inserisce in una serie negativa ormai da maggio, spiegata dagli istituti di credito con la recessione in corso che frena gli investimenti e con la necessità di mettersi al riparo da nuove sofferenze (sopra il 15% anche a settembre). Dall'altro lato le imprese lamentano che l'asticella da scavalcare per l'accesso al credito è stata portata a livelli inaccettabilmente alti e che questo ha un effetto pro-ciclico sull'economia già in crisi.

"In tema di congiuntura ci sono sempre più brutte notizie, non si vede ancora la luce in fondo al tunnel" commenta Mario Mariani, economista di Ref ricerche. "In questo quadro sono veri entrambi gli elementi. Gli standard richiesti dalle banche sono molto elevati, e le sofferenze pesano, ma c'è anche una domanda di credito effettivamente in calo".

Ne conseguono dati degli impieghi negativi da mesi come non si vedevano dall'autunno 2009, quando la pesante recessione del post-Lehman aveva portato a variazioni negative del credito alle imprese per 10 mesi (da ottobre 2009 a luglio 2010).

Di ben altro tenore i dati dei depositi che a settembre, sempre in base ai dati di Bankitalia, hanno segnato una variazione annua del +5,7%, la più alta dal 5,8% del febbraio 2009. Il sistema creditizio italiano si mette così definitivamente alle spalle un 2011 nero caratterizzato da una raccolta negativa, dovuta anche ai diffusi timori di lasciare i propri risparmi sul conto corrente nel pieno della crisi di credibilità internazionale dell'Italia.

"Ora siamo in una fase di offerta aggressiva delle banche che offrono rendimenti elevati per assicurarsi nuova clientela. E i correntisti rispondono positivamente. Influisce anche la preferenza a rimanere liquidi, molti non si fidano ancora a investire i loro risparmi in titoli" commenta Mariani.

"Ma negli ultimi mesi dell'anno con le scadenze fiscali e un temporaneo recupero dei consumi legato alle feste mi aspetto tassi di crescita dei depositi meno elevati" aggiunge.

(Luca Trogni) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
L'ingresso di una filiale di Unicredit a Roma, 14 novembre 2011. REUTERS/Stefano Rellandini (ITALY - Tags: BUSINESS)