Btp chiudono in calo, pesano dubbi Germania su unione bancaria

mercoledì 7 novembre 2012 17:48
 

MILANO (Reuters) - Chiusura in calo per i Btp, con le vendite che sono tornate a prevalere nel pomeriggio dopo una mattinata positiva poco influenzata, almeno in Europa, dall'esito delle elezioni Usa che hanno regalato un secondo mandato al presidente uscente Barack Obama.

"È stata chiaramente una seduta a due direzioni, partita in modalità 'risk on', quindi con acquisti sull'Italia, poi girata con l'apertura in negativo di Wall Street e con tutta una serie di dichiarazioni, soprattutto da Germania e Gran Bretagna" afferma un trader da Milano.

A raffreddare il tono del mercato periferico sono arrivate le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, tornata a porre condizioni sul completamento del processo di unione bancaria in Europa. Parole accompagnate dalle posizioni rigidamente contrarie ad ogni riforma del budget Ue espresse ancora oggi dal premier britannico David Cameron.

Il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi termina la seduta poco sotto i massimi intraday, in area 355 punti base, in allargamento dei 347 della chiusura di ieri, anche se sostanzialmente all'interno della banda recente di oscillazione.

Parallelamente il rendimento sul dieci anni italiano risale oltre quota 4,90%, sempre nella seconda parte della seduta.

"Non ci sono stati grossi movimenti di curva: il tratto 10-30 anni italiano si è irripidito in mattinata, ma il movimento è rientrato nel pomeriggio con il peggioramento del mercato" prosegue il trader.

I Bund hanno invece mantenuto un tono sostanzialmente positivo per gran parte della seduta, in scia al rialzo dei Treasuries partito con la vittoria di Obama: un esito elettorale che agli occhi di molti investitori significa una conferma, almeno per ora, dell'attuale politica fortemente espansiva della Fed.

E in attesa del meeting Bce di domani molta attenzione si concentra sul voto del tardo pomeriggio del parlamento greco sulle nuove misure di austerità, richieste da Ue e Fmi per sbloccare le nuove tranche di aiuti al paese, senza cui Atene scivolerebbe nell'insolvenza in tempi rapidissimi.

Nonostante la larga impopolarità dei provvedimenti il governo Samaras dovrebbe riuscire a spuntare una maggioranza, per quanto esigua, sul pacchetto proposto.

"Credo che un certo rischio Grecia stia tornando sul mercato" nota un secondo operatore obbligazionario. "Si va verso fine anno con Germania e Italia proiettate verso le elezioni, una Francia debole, insomma c'è il rischio di un vuoto politico che qualcuno potrebbe tentare di cavalcare se dovessero emergere nuovi problemi in Grecia".

Domani intanto il focus torna con forza sul mercato primario, con i collocamenti a medio/lungo della Spagna: fino a 4,5 miliardi su diverse scadenze, tra cui il nuovo cinque anni e un ventennale.

 
Un operatore durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid