Banche e usura, a Palmi chiesto rinvio a giudizio 13 top manager, c'è Arpe

lunedì 7 maggio 2012 16:54
 

LOCRI (Reuters) - La procura di Palmi ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 top manager, tra cui Matteo Arpe, nell'ambito di un'inchiesta sulla presunta applicazione di tassi usurari da parte di quattro banche ad una ditta di Reggio Calabria nel periodo tra il 1999 e il 2005.

Lo si evince dagli atti visionati da Reuters. L'udienza è stata fissata per il prossimo 23 maggio.

Secondo il sostituto procuratore Andrea Papalia, Banca di Roma (ora in Unicredit), Monte dei Paschi di Siena, Banca Intesa e San Paolo Banco di Napoli (ora in Intesa) avrebbero applicato tassi da usura alla società "Cartotecnica reggina di Liberale Enzo Luigi", costretta a chiedere un aumento delle linee di credito perché ridotta sul lastrico da clienti insolventi.

Secondo il pm, le banche avrebbero applicato tassi di interesse superiore a quelli vigenti sui crediti concessi alla cartotecnica, che ha sporto denuncia.

Tra gli indagati figurano - oltre ad Arpe (in qualità di direttore generale della Banca di Roma dal 16 maggio al 30 giugno 2002) - Pietro Celestino Locati (vice direttore generale di Banca di Roma dal 1998 al giugno 2002), Alessandro Maria Piozzi (direttore centrale della Banca di Roma dal 18 giugno 2001, vice direttore generale dall'agosto 2004 e attuale dg del gruppo Sara), Francesco Rocco Catania (responsabile della filiale di Gioia Tauro di Mps).

Al momento non è stato possibile raggiungere gli interessati e le società per un commento.

In un procedimento simile, aperto sempre a Palmi, per usura nei confronti di un'altra società, una memoria difensiva presentata dal legale di Arpe spiegava che il suo assistito ha rivestito l'incarico di direttore generale di Banca di Roma solo per un mese e mezzo e che in quel periodo "non risultano deliberata variazioni di tassi passivi sfavorevoli alla clientela". In quel caso, il gip ha stralciato la posizione di Arpe per passarla per competenza territoriale a Reggio Calabria.

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