Bce, Draghi: exit strategy prematura, serve patto crescita

mercoledì 25 aprile 2012 18:27
 

di Robin Emmott

BRUXELLES (Reuters) - Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, non ha indicato l'intenzione di assicurare maggiore sostegno alle banche e ai governi della zona euro, ma, allo stesso tempo, ha detto che un'uscita dalle misure non convenzionali sarebbe una mossa prematura.

Le pressioni registrate nei giorni scorsi sul debito spagnolo, l'instabilità creatasi in Olanda con la caduta del governo e i segnali tangibili di recessione nella zona euro hanno alimentato attese sui mercati finanziari che la Bce debba nuovamente correre in soccorso della zona euro.

Il banchiere centrale europeo ha, invece, sostenuto oggi in un'audizione al Parlamento Ue, che governi e istituti di credito hanno lo spazio per tagliare il debito e ripulire i loro bilanci grazie ai due finanziamenti a lungo termine (Ltro) effettuati dalla Bce a dicembre e febbraio scorso.

"Ora la palla è interamente nel campo di governi e banche", ha detto Draghi agli euro-parlamentari. "L'exit strategy è prematura", ha però aggiunto, spiegando che le deboli condizioni economiche non permettono ora un'inversione di rotta della Bce.

Il banchiere ha chiesto che le banche rafforzino ulteriormente i loro bilanci attraverso la non distribuzione degli utili e il mancato pagamento dei bonus, mentre i governi dovranno attenersi all'austerità di bilancio.

"Siamo al metà del guado", ha detto Draghi, "L'unica soluzione è perseverare".

"I nostri Ltro sono stati abbastanza tempestivi ed efficaci. Se anche l'unica cosa che avessimo ottenuto è guadagnare tempo - e nella realtà questo non è l'unico risultato - avremmo avuto successo. Penso che guadagnare tempo non sia un esito di poco conto", ha detto il banchiere centrale.

Riguardo alla situazione dell'economia della zona euro, Draghi ha riconosciuto che i dati recenti sono contrastanti e ha sollecitato i politici a varare un patto per la crescita che affianchi il 'fiscal compact', l'accordo che rafforza la disciplina di bilancio tra i paesi europei varato a marzo.

Sul fronte delle nuove tensioni registrate nella periferia della zona euro, Draghi ha lodato gli sforzi di risanamento messi in campo dall'esecutivo spagnolo. Sulla possibilità che la Bce riprenda i suoi acquisti di titoli sul mercato secondario, ha detto che il programma di acquisti non è infinito né eterno.

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Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.    REUTERS/Yves Herman