Banche, Abi: sofferenze in crescita in prima parte 2010
di Giselda Vagnoni
ROMA (Reuters) - Le sofferenze delle banche italiane dovrebbero continuare ad aumentare per tutti i primi sei mesi del 2010 in conseguenza del ritardo con cui tali poste si manifestano rispetto all'andamento dell'economia.
Lo ha detto il direttore generale dell'Associazione bancaria italiana (Abi), Giovanni Sabatini, in un incontro con i giornalisti durante il weekend in cui ha anche delineato i rischi del dopo crisi per gli istituti di credito italiani provenienti dalla politica fiscale e dalle nuove regolamentazioni internazionali.
Secondo le stime dell'Abi a fine anno le perdite sui crediti del sistema bancario in Italia non saranno lontane dai 20 miliardi di euro. A fine settembre le sofferenze lorde erano pari a 55 miliardi in crescita del 25,4% su anno e le sofferenze nette erano il 10,83% del patrimonio di vigilanza, nuovo massimo dal marzo 2005.
"Non credo che il picco delle sofferenze sarà raggiunto a fine anno", ha detto Sabatini.
"Le criticità vengono registrate con almeno 3 mesi di ritardo. Penso che peggioreranno anche nella prima parte del 2010 e poi forse si comincerà a risalire".
Al contrario di altri Paesi, in Italia non è stato necessario alcun salvataggio pubblico delle banche a fronte della crisi di liquidità innescata dal settore dei mutui subprime americani.
La ragione, secondo gli economisti, è legata al fatto che gli istituti di credito italiani fanno meno finanza e sono più concentrati nell'attività tradizionale di prestiti a imprese e famiglie rispetto ai concorrenti esteri.
La crisi economica ha comunque aggredito con forza i risultati delle banche della penisola. Continua...

