G8 contro protezionismo, per mercati greggio più trasparenti
TOYAKO, Giappone (Reuters) - Il documento economico del G8 interviene contro il protezionismo e per una maggiore trasparenza dei mercati del greggio.
Secondo i Paesi del G8 "la globalizzazione è il traino principale della crescita mondiale" e "occorre resistere alle pressioni protezionistiche contro il commercio e gli investimenti internazionali in tutte le loro manifestazioni".
"Scambi aperti e politiche di investimento rafforzano l'economia. Tutti i Paesi dovrebbero promuovere iniziative per sviluppare, mantenere e promuovere regimi che accolgano investimenti stranieri, assicurino libertà di trasferimento dei capitali e reddittività degli investimenti", si legge nel documento.
Per quel che riguarda in particolare il mercato dell'energia, gli Otto non nascondo "le forti preoccupazioni" per l'impennata del greggio che pone rischi alla crescita globale.
"E' necessario un impegno comune per contrastare le cause sottostanti. Sul fronte dell'offerta, nel breve periodo andrebbero aumentate le capacità produttive e di raffinazione. Nel medio periodo, invece, andrebbero incrementati gli investimenti sia nell'upstream che nel downstream. I paesi produttori di petrolio dovrebbero garantire agli investimenti trasparenza e stabilità, fattori cruciali per aumentare la capacità produttiva e soddisfare la crescente domanda mondiale di energia", dicono gli Otto.
"Sul fronte della domanda è importante compiere ulteriori progressi sulla strada dell'efficienza energetica e della diversificazione delle fonti".
Sui mercati dell'energia il documento del G8 osserva che una maggiore trasparenza ne migliorerebbe il funzionamento e quindi l'incontro tra domanda e offerta e sollecita maggiori dati su andamento, prospettive e scorte di greggio.
"Noi sottolineiamo l'importanza di mercati dell'energia che mandino sui prezzi indicazioni non distorte e che siano liberi da qualsiasi pressione politica", scrivono gli Otto leader esprimendo soddisfazione per la decisione dei ministri Finanziari di affidare al Fondo monetario internazionale il compito di approfondire le cause reali e finanziarie che muovono i prezzi del petrolio.
Il comunicato saluta con soddisfazione infine "gli sforzi presi da importanti autorità nazionali per incrementare la trasparenza dei mercati sui future delle materie prime e incoraggia una maggiore collaborazione fra loro". Continua...

